La Nuova Sardegna

Sassari

Toschi Pilo, un secolo nei Viandanti

di Antonio Meloni
Toschi Pilo, un secolo nei Viandanti

La storia del gremio si identifica con quella della famiglia del capostipite Edoardo: domenica si rinnova il giuramento

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Cento anni, sei generazioni, dieci esponenti di una famiglia il cui nome, da un secolo, coincide con la storia del gremio dei Viandanti e la devozione speciale alla Madonna di Buon cammino. Nella vicenda della famiglia Toschi Pilo è scritta una parte importante di quella più ampia dei Candelieri e della discesa di Ferragosto.

Il tradizionale “cugliettu”. Era l’11 giugno del 1914, quando Edoardo Toschi Pilo, figlio di Bastiano, indossò per la prima volta il tradizionale cugliettu che segna l’appartenenza a una delle confrarìe più antiche della città. Il suo ingresso nel gremio ha dato il via a un’intera generazione di Viandanti che con la successione di figli e nipoti ha marcato le vicende di questo antico sodalizio che domenica prossima, nella chiesa di Sant’Agostino, celebra, oltre al rinnovo del giuramento e al sorteggio dei nuovi obrieri, anche un compleanno importante: il secolo.

Lu pusthiggari. Famiglia agiata, quella di Edoardo, titolare, allora, di un’impresa di trasporto merci avviata grazie al possesso di carri e cavalli in quantità sufficiente da mettere su un’attività fiorente. Nei primi anni del secolo scorso, Edoardo, proprietario di alcune tenute nella campagne di Bancali, va ad abitare, con la moglie Gesuina, in una delle case di famiglia, lu pusthiggari, in vicolo Dussoni, nel quartiere di Sant’Apollinare, dove, oltre all’abitazione, ha un frantoio e delle scuderie.

Dieci figli. Una sorta di casa patronale allietata dall’arrivo di dieci figli: Bastiano, Pasquale, Salvatore, Antonino, Angelino, Gavino, Costantino, Giovanni, Cristina e Lucia. Quasi tutti Viandanti, ad accezione di Giovanni che, invece, aveva scelto l’insegnamento. Di questa famiglia numerosa e affiatata, negli anni, sono rimasti due esponenti: Pasquale, oggi 91enne, e Lucia, di settanta. Pasquale Toschi Pilo, zio Pasqualino per i familiari e gli amici stretti, è un carabiniere in pensione mentre Lucia è casalinga, ma si occupa ancora, e con grande zelo, delle questioni del gremio.

Il decano. Zio Pasqualino, oltre che essere il decano, è una sorta di memoria storica che custodisce gelosamente aneddoti e vicende tramandate nei secoli di padre in figlio almeno dal 1477, anno di fondazione della confrarìa d’Itria, che dal 1633, dopo una serie di vicissitudini, venne ribattezzata dei “Viandanti” dopo che i padri agostiniani assegnarono loro la cappella di Nostra signora di Buon Cammino, la santa patrona alla quale i componenti del gremio sono intimamente legati.

Prigioniero dei tedeschi. Tra gli aneddoti che nelle occasioni importanti Pasqualino ama raccontare, non senza commozione, c’è quello che lo ha visto protagonista a Roma, quando, durante la seconda Guerra mondiale, venne fatto prigioniero dai tedeschi per essere fucilato. Durante il tragitto, nella camionetta che lo portava alle Fosse ardeatine, Pasqualino racconta di avere trovato il modo di inginocchiarsi e rivolgere una preghiera alla Madonna di Buon cammino. D’un tratto il mezzo ebbe un guasto che costrinse la colonna a una sosta forzata.

In mezzo allo scompiglio, Pasqualino colse l’occasione per scappare e ancora oggi, tra le lacrime, ringrazia ogni giorno la “sua” patrona speciale. La dignità del titolo di decano, però, è detenuta ufficialmente da Edoardo, che a 68 anni, dopo una vita trascorsa nella farmacia dell’ospedale civile, ha una sola preoccupazione: perpetuare la tradizione dei Viandanti.

La Brigata Sassari. Nell’ultimo periodo, la storia del gremio è stata caratterizzata da un legame stretto con la Brigata Sassari a cui i Viandanti, in special modo zio Pasqualino, tengono particolarmente. Nelle occasioni importanti, un picchetto di Sassarini segue funzioni e processioni a cui partecipa, con devozione e grande senso di amicizia, anche il generale comandante, Manlio Scopigno. Domenica, dunque, sarà festa grande a Sant’Agostino, luogo caro, che i Toschi Pilo _ per dirla con le parole di Cristian Zedda, segretario del gremio _ considerano una sorta di chiesa di famiglia. Battesimi e cresime, matrimoni e funerali nonché le ricorrenze del gremio hanno sempre visto questa famiglia, ormai allargata, riunita di fronte all’altare, nel rispetto di una tradizione secolare e nella particolare devozione alla Madonna di Buon Cammino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative