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Ex-Q, il collettivo lancia il dibattito su gestione e futuro

Ex-Q, il collettivo lancia il dibattito su gestione e futuro

SASSARI. Il futuro e la gestione dell’Ex-Q dopo quattro anni di autogestione. È questo il tema di un incontro dibattito in programma martedì alle ore 18.30 nei locali dell’edificio di via Angioy che...

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SASSARI. Il futuro e la gestione dell’Ex-Q dopo quattro anni di autogestione. È questo il tema di un incontro dibattito in programma martedì alle ore 18.30 nei locali dell’edificio di via Angioy che ospitò per decenni la questura e che è diventato un grande laboratorio di idee, cultura e creatività. «Riutilizzo degli edifici dismessi e pratiche culturali: l’esperienza del collettivo Ex-Q in quattro anni di partecipazione e di condivisione. Quale futuro?» È il titolo dell’ncontro al quale il collettivo ha invitato – oltre la cittadinanza – il sindaco, la presidente della Provincia, i rappresentanti delle istituzioni locali, dell’università «e tutti gli operatori – si legge in una nota – culturali e le realtà sensibili ai temi che verranno dibattuti».

Intanto, il collettivo che gestisce l’ex questura si dichiara in «stato di assemblea permanente». «È giunto il momento – scrivono i rappresentanti dell’Ex-Q – di riavviare il dialogo con le istituzioni , per capire la situazione attuale dello stabile e dei suoi occupanti e delineare una strategia per la programmazione futura in concertazione con le istituzioni e la cittadinanza». In questo modo le realtà operanti dentro i locali di via Angioy («associazioni, gruppi e singoli, per un totale di oltre un centinaio di persone» precisa il collettivo) «hanno deciso inoltre di avviare una campagna di sensibilizzazione sulla possibilità di veder riconosciuto il diritto di operare legalmente dentro lo stabile».

Finalità dell’incontro di martedì, dichiarata dai suoi organizzatori, è quella «della possibilità di legittimazione dell’Ex-Q all’uso dell’edificio (di proprietà della Provincia) all’uso dell’edificio e di proporre – si legge nella nota – eventuali scenari futuri differenti che garantiscano la continuità del progetto e delle sue attività senza perdere le caratteristiche che ne hanno permesso finora l’efficacia e l’originalità grazie a una reale esperienza di democrazia partecipata».

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