Cinque indagati per i bilanci della Asl
Chiuse le indagini preliminari per abusi d’ufficio e falso nei confronti di Marcello Giannico, due dirigenti e due impiegate
SASSARI. Era un disavanzo da togliere il sonno, è diventato un guaio giudiziario che presto potrebbe portarlo davanti a un giudice dell’udienza preliminare. Il bilancio 2010 della Asl sassarese continua ad essere un grosso problema per il direttore generale dell’azienda sanitaria Marcello Giannico. Secondo il sostituto procuratore Gianni Caria, quei diciotto milioni e mezzo di disavanzo non esistevano. Sarebbero stati creati a tavolino per consentire al manager di poter dimostrare alla Regione una situazione vicina al default ed evitare la revoca del contratto per non avere conseguito i risultati stabiliti al momento dell’ingaggio.
È questa la tesi di una inchiesta che nei giorni scorsi è arrivata al giro di boa della chiusura delle indagini preliminari. Gli indagati per concorso in falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale e abuso d’ufficio sono diventati cinque. Ai tre iniziali (Marcello Giannico e le collaboratrici amministrative Vittoria Pinna, 48 anni, di Osilo; e Maria Antonietta Spanedda, di 58, originaria di Ossi ma residente a Sassari) si sono aggiunti di Gianfranco Manca, 55 anni, nativo di Ittiri e residente in città; e di Giovanni Michele Cappai, 42 anni, sassarese. Manca all’epoca dei fatti era il responsabile del servizio Gestione economico-finanziaria della Asl; mentre Cappai ricopriva il ruolo di responsabile del servizio Programmazione e controllo dell’azienda sanitaria. I cinque stanno ricevendo gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari eseguite dalla Guardia di finanza su delega della Procura. In quel documento sono riassunti i reati che, se non interverranno novità da parte della difesa (che adesso ha venti giorni di tempo per presentare le proprie controdeduzioni) potrebbero diventare capi di imputazione in una richiesta di rinvio a giudizio.
Secondo le ipotesi di lavoro della Procura, nel settembre del 2011 Giannico - con l’aiuto consapevole degli altri indagati e inconsapevole di alcuni impiegati – cominciò a cambiare i numeri del bilancio predisposto dal direttore amministrativo della Asl Angela Cavazzuti. Che si chiudeva con una perdita di esercizio di 877 mila euro. Quello di Giannico arrivò a diciotto milioni in rosso, raggiunti anche sommando sette milioni di debiti nei confronti del personale per ferie non godute. Quella montagna di debiti compare anche nei bilanci del 2011 e del 2012. Il pm Caria ipotizza anche in questi documenti la falsità ideologica.
In realtà, questa la tesi della Procura, gonfiare i debiti fu un gioco di prestigio contabile per consentire a Giannico – arrivato ai vertici della Asl 1 alla fine del 2010 e quindi non responsabile della gestione economica per quell’anno – di evitare la revoca dell’incarico. E siccome Angela Cavazzuti si era messa di traverso, ostacolando l’operazione, sempre secondo questa ipotesi accusatoria Marcello Giannico le creò prima il vuoto intorno e nel 2012 la licenziò in tronco. Per questo, il solo Giannico è indagato anche per abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e diffamazione aggravata. Il comunicato con le motivazioni della deliberazione contenente quelle che al momento il sostituto procuratore considera «motivazioni pretestuose che offendevano la reputazione di Angela Cavazzuti», infatti, venne pubblicata sul sito web della Azienda sanitaria e finì su una mailing list degli operatori della Sanità sassarese.
Angela Cavazzuti reagì alla pubblica umiliazione con un esposto alla Procura della Repubblica e un ricorso al giudice del lavoro. I due fascicoli aperti sulla vicenda hanno seguito percorsi diversi, con conclusioni inconciliabili. La Procura ha chiuso le indagini ipotizzando una serie di abusi e di falsi, mentre il giudice del lavoro ha negato il risarcimento chiesto dall’ex direttore amministrativo della Asl. Nel frattempo, il bilancio del rosso profondo è stato “promosso” dalla Corte dei Conti e dalla Regione. Questo significa che i conti, da una parte o dall’altra, non tornano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
