La Nuova Sardegna

Sassari

Albergo diffuso: «Sorso ha investito ma nulla decolla»

di Salvatore Santoni

Il consigliere Gian Paolo Sanna critica la giunta Morghen «Spesi 100mila euro senza un solo risultato in 5 anni»

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SORSO. Non decolla il progetto dell’albergo diffuso di Sorso. «L’amministrazione ha speso quasi 100mila euro senza produrre un solo risultato in 5 anni».

A denunciarlo è il consigliere Gian Paolo Sanna, capogruppo di Unione Riformista, che attacca duramente la maggioranza per le «spese pazze» del progetto. Nei giorni scorsi, l’amministrazione ha liquidato 10mila euro a una ditta algherese (la MouseAdv) per la realizzazione del logo che, invece, avrebbe dovuto essere scelto tramite un «concorso democratico e partecipato».

L’idea dell’albergo diffuso era stata inserita già nel Piano strategico del 2006 per essere ripresa nel 2009, quando la coalizione di centrodestra, guidata da Giuseppe Morghen, vinse le elezioni con un programma elettorale che metteva al primo punto la realizzazione del complesso progetto di valorizzazione.

I costi. Il primo studio era stato commissionato a Francesco Morandi nel 2012 (10 mila euro di parcella), cui è seguito – a fine 2013 - quello del massimo esperto e fondatore dell’associazione degli alberghi diffusi in Italia, Gianfranco Dall’Ara (24mila euro di parcella). Mentre il primo spiega di quali basi necessita un primo approccio all’idea di albergo diffuso, il secondo indica quali azioni operative è necessario mettere in campo per creare l’habitat ideale per poi far nascere l’albergo diffuso vero e proprio. A questi costi si sono aggiunti quelli delle retribuzioni di due collaboratori (oltre 30mila euro totali per 6 mesi d’incarico) e la progettazione di logo, sito e “immagine coordinata”.

«Chiediamo all’amministrazione di farci vedere materialmente il lavoro che è stato prodotto e quali vantaggi ha creato fino ad ora agli operatori del settore», sottolinea Sanna. La fitta serie di voci di spesa totalizza un impegno totale, da parte del Comune, di circa 94mila euro, quasi tutti già liquidati.

I risultati. A distanza di 5 anni dall’avvio del progetto, dei risultati del marketing turistico non si vede neanche l’ombra. «La sintesi dell’operato dell’amministrazione su questa tema è eloquente: tanti soldi spesi e zero risultati. Il progetto era uno dei punti cardine del primo programma della giunta Morghen (nel 2009) che doveva essere il volano dell’economia locale e, invece, si è rivelata una vacca da mungere per attingere denaro pubblico da distribuire in modo poco trasparente», aggiunge il capogruppo.

Il logo. Un’altra nota dolente del progetto è il mancato lancio del concorso per il logo democratico partecipato, previsto dalla delibera di giunta 271/2013. In sostanza, contrariamente dalle indicazioni date dalla giunta, la realizzazione del logo è stata “privatizzata” più che partecipata. «L’amministrazione ha pagato 10mila euro a uno studio pubblicitario per creare un logo che invece doveva essere messo a concorso. Questo dimostra il livello di trasparenza nelle procedure da parte dell’amministrazione comunale, che prima indica la volontà di utilizzare metodi partecipativi e poi invece decide all’interno del loro “cerchio magico”», conclude Sanna.

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