Zio assolto: non ha abusato della nipotina
Un operaio di 46 anni era accusato di molestie nei confronti della figlia della sorella di soli 4 anni
SASSARI. Le accuse nei suoi confronti erano pesantissime: abusi sessuali nei confronti della nipotina di soli quattro anni. Ma lui, un operaio di 46 anni di un paese della provincia di Sassari, si era sempre proclamato innocente. E a difenderlo c’era anche sua moglie, che in aula aveva smontato il castello accusatorio che lo aveva fatto finire nei guai.
La sua disavventura in tribunale si è conclusa i giorni scorsi con un’assoluzione. «Perché il fatto non sussiste» ha decretato nella sentenza il collegio presieduto da Pietro Fanile, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Giovanni Porcheddu. L’uomo, difeso dagli avvocati Giuseppe Masala e Manuela Tedde, era stato riabilitato in aula dalla moglie, zia materna della presunta vittima, che davanti ai giudici lo aveva dipinto come una persona per bene. L’operaio era stato accusato di avere molestato sessualmente la nipotina che nel 2007 era stata affidata a lui e alla moglie dal Tribunale dei minorenni. «Mio marito non può aver commesso ciò di cui è accusato – aveva detto la donna durante l’udienza a porte chiuse – non ne sarebbe capace e poi non rimaneva mai solo in casa con la bambina». Le accuse della piccola sembravano fin troppo dettagliate. E poi c’era quel diario in cui la bambina avrebbe disegnato qualcosa di strano che aveva fatto scattare le indagini. Gli investigatori erano convinti che la piccola avesse subìto attenzioni morbose in camera da letto, in bagno e sotto la doccia. Giochi che gli inquirenti sospettavano avessero coinvolto anche la sorella maggiore della piccola vittima, quando la bambina andava in visita con la nonna. Gli psicologi e gli esperti del servizio Minori della questura avevano cercato di approfondire questo aspetto, ma la bambina più grande si era chiusa a riccio. La più piccola invece aveva confermato le accuse. Ma i giudici non hanno trovato riscontri e l’imputato è stato assolto.
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