Asi, si vota il presidente E Porto Torres insiste
Documento di segreteria e gruppo consiliare del Pd: «Ora basta, spetta a noi» I Cinquestelle del Sassarese: «Candidati senza procedimenti penali in corso»
PORTO TORRES. Oggi è il giorno fissato per l’elezione del nuovo presidente del Consorzio industriale provinciale. Il consiglio di amministrazione dovrà scegliere il successore di Franco Borghetto e le polemiche degli ultimi giorni hanno creato un clima di incertezza, forse sono saltati anche gli orientamenti che avevano portato a individuare il candidato seguendo le solite logiche delle correnti di partito.
In mezzo alle trattative “segrete”, si è aperto un “fronte Porto Torres”, stavolta piuttosto unito rispetto alle esperienze del passato. Prima c’era stata la presa di posizione del sindaco Beniamino Scarpa e della maggioranza al Comune, poi quella del capogruppo del Pd in consiglio comunale Massimiliano Ledda. E ieri un documento congiunto della segreteria cittadina e del gruppo consiliare del Partito democratico.
«In nessun consiglio di amministrazione – hanno affermato il segretario Damiano Muru e i consiglieri comunali Massimiliano Ledda, Luciano Mura e Luisa Sorrenti – il socio che conferisce le migliori superfici, strutture e servizi non viene adeguatamente rappresentato». Il Pd respinge l’accusa di avere promosso una lotta di campanile per questioni legate alla nomine e agli incarichi. «In questo caso non si tratta di una scelta banale, qui c’è in gioco il futuro di un Comune che ha destinato gran parte del proprio territorio per un’industria che ha regalato qualche soddisfazione in anni ormai remoti e molte preoccupazioni oggi, non solo in tema ambientale, ma anche per la lunga fila di disoccupati e precari che si è trascinata negli anni, fino a diventare una delle città ai primi posti per il tasso di disoccupati».
Il Pd sottolinea che il perimetro del Sin «che comprende tutte le aree inquinate, ricade interamente nel territorio di Porto Torres: vogliamo guidare i processi di bonifica e di avvio di nuove attività, che siano industriali o di altre tipologie. Anche questo è territorio comunale e non accettiamo di essere governati da altri comuni, soprattutto quando queste scelte non sono dettate da atteggiamenti condivisi e espressi democraticamente».
Così il Pd chiede «che qualcuno faccia un passo indietro. Non è una questione di nomi, vogliamo essere protagonisti della programmazione del nostro futuro, anche a Porto Torres ci sono figure con le giuste competenze e capacità».
E sulla vicenda sono intervenuti i rappresentanti del movimento 5 Stelle di Porto Torres, Alghero e Sassari: «La nomina deve essere fatta in base alle competenze specifiche. Tra i requisiti essenziali, secondo i pentastellati, deve esserci «l’assenza di procedimenti penali in corso o l’avere subito condanne».
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