Ente Foreste, è bufera sull’antincendio
Personale inidoneo richiamato per le vedette. «Di giorno possono lavorare», ma i sindacati insorgono
SASSARI. Una “delucidazione” richiesta al medico del lavoro dal servizio territoriale di Sassari dell’Ente Foreste, e arrivata lo scorso martedì. Che cambia completamente le carte in tavola della campagna antincendi 2014 e manda su tutte le furie i sindacati che attaccano: «Così si mette a rischio la sicurezza degli operatori, ma soprattutto dei cittadini». Oggetto del contendere la non idoneità per motivi sanitari a svolgere i servizi antincendio, che per svariati motivi (età, patologie mediche) molti dipendenti dell’Ente avevano certificata. Ma che, dopo il chiarimento del medico del lavoro, riguarderebbe soltanto i servizi di vedetta notturni, visto che «le vedette diurne – spiega la risposta del medico del Lavoro al funzionario del servizio territoriale sassarese – non espone a rischi specifici e non necessita di sorveglianza sanitaria dissimile rispetto a quella programmata per l’operaio forestale generico o mansioni con rischi ulteriori».
Risultato: almeno 40 persone, ma potenzialmente si potrebbe arrivare a un centinaio, sono già state richiamate a partecipare alla campagna antincendi 2014. «Una follia – attacca il segretario Uila Uil Paolo Camoglio – il medico infatti dice che il personale non idoneo per l’anticendio può certamente svolgere funzioni di vedetta diurna a prescindere da quale sia il motivo per la quale tale inidoneità è stata dichiarata. Questo nonostante i rischi connaturati con l’attività di vedetta, e all’importanza del compito svolto con l’utilizzo di personale non idoneo che potrebbe mettere a repentaglio le operazioni antincendio». «E, a rendere più surreale il tutto – continua Camoglio è che questo avviene a fronte di altri dipendenti disponibili e idonei che non vengono utilizzati». «Questa segreteria – attacca il sindacalista – ha più volte richiesto, inutilmente, l’elenco del personale utilizzato in mansioni non corrispondenti all’inquadramento. Perché è proprio dietro a questa pratica che si nasconde da una parte il precariato economico e professionale, e dall’altra i favori ai soliti amici, che pur non avendo i titoli ottengono privilegi. Ma ora, davanti a prescrizioni sanitarie che vengono ignorate da questa Azienda, o meglio dal solo servizio territoriale di Sassari, si è passato il limite».
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