Mercato, guerra di cifre e contenziosi
L’impresa costruttrice chiede un risarcimento danni al Comune. Palazzo Ducale ribatte: «I.Gas.Com inadempiente»
SASSARI. Mentre la città aspetta l'inaugurazione della nuova piazza con vista sulla fontana di Rosello, annunciata un anno fa per la primavera 2014, il Comune deve difendersi in tribunale da una richiesta di risarcimento danni da 630 mila euro, presentata davanti ai giudici dalla I.Gas.Com, la ditta che ha costruito il nuovo mercato civico.
«É una richiesta del tutto infondata - spiega l'assessore agli Affari legali, Monica Spanedda -, l'amministrazione si è costituita in giudizio per opporsi all'istanza della I.Gas.Com, che in base agli atti e le verifiche degli uffici, nulla può pretendere dal Comune».
I lavori di realizzazione del mercato civico, costati 2 milioni 899mila euro, sono stati conclusi a fine agosto del 2012, e il complesso è stato inaugurato nel dicembre dello stesso anno, lasciando una coda di veleni fra Palazzo Ducale e la I.Gas.Com. Contenziosi che ora saranno risolti dai giudici del Tribunale civile di Sassari.
Tutto nasce dalla contabilità finale dei lavori, certificata dalla direzione dell'assessorato ai Lavori pubblici nel novembre 2013. Con quell'atto, il dirigente comunale Claudio Castagna ha stabilito che, visto lo stato finale dei lavori e i rapporti intercorsi fra la IGas Com e il Comune nella gestione di quell'appalto milionario, la ditta privata era debitrice nei confronti dell'amministrazione comunale per 75mila 296,46 euro. Il debito è spiegato dagli atti dirigenziali con un fiume di cifre e di tabelle.
Prima di tutto Palazzo Ducale ha contestato alla IGasCom 35 giorni di ritardo nella fine dei lavori, rispetto a quanto disposto dal contratto d'appalto e da tre successive varianti in corso d'opera che avevano modificato costi e tabella di marcia. Per quel ritardo i Lavori pubblici hanno inflitto alla ditta una penale di 97mila 833 euro, che è stata parzialmente compensata con un credito di 22mila 536 euro vantato dall'impresa nei confronti dell'amministrazione, arrivando così alla cifra di 75mila 296,46 euro che il Comune ha riscosso direttamente dalla polizza fideiussoria che la IGasCom aveva presentato al momento dell'assegnazione dell'appalto.
Contro queste decisioni del settore Lavori pubblici si è opposta la società di costruzioni. La IGasCom si è rivolta ai giudici chiedendo l'annullamento della penale inflittale per il presunto ritardo nella ultimazione dei lavori, il pagamento a suo favore, da parte del Comune, di 185mila euro per lavori svolti, la restituzione, sempre da parte di Palazzo Ducale, di 173mila euro che le sono stati detratti per varie contestazioni nel corso dell'esecuzione dell'appalto, il pagamento di 265mila euro per una serie di lavorazioni non riconosciute dall'amministrazione, più altri 8mila euro per uno stato di avanzamento mai saldato. In totale 631 mila euro.
Il Comune respinge ogni addebito e a giustificazione delle detrazioni applicate alla IGasCom, certifica che la ditta non ha saldato alcune fatture con le imprese subappaltatrici, con i fornitori e con i dipendenti, e inoltre ha abbandonato il cantiere prima di concludere una serie di lavorazioni (la pulizia dell'area mercatale, le operazioni finali di regolazione e avviamento degli ascensori e il completamento dei rivestimenti esterni).
Tutte inadempienze cui ha posto rimedio Palazzo Ducale, accollandosi una spesa complessiva di 163mila euro. La guerra delle cifre sarà risolta dal giudice che il 29 settembre sentirà le parti nell'udienza di comparizione.
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