Rio Mannu, nuovo allarme ambientale
La foce del fiume inquinata da sversamenti costanti di liquami provenienti da via Fontana Vecchia. Sel: attivarsi subito
PORTO TORRES. Liquami maleodoranti provenienti dalla stazione di rilancio di via Fontana Vecchia vanno da tempo, con uno sversamento costante, a inquinare il rio Mannu. Probabilmente il malfunzionamento è dovuto a qualche anomalia presente nella struttura confinante con piazza Stazione, perché per il corretto funzionamento quei reflui dovrebbero convogliare tutti al depuratore consortile. Una situazione igienico sanitaria di una certa gravità, comunque, considerata anche la grande importanza che ricopre il rio Mannu per il territorio sia da un punto di vista storico e culturale sia di pianificazione territoriale.
Della vicenda si sta occupando il capogruppo di Sel Toni Chessa, che ha presentato una interrogazione urgente al sindaco Beniamino Scarpa e alla giunta chiedendo loro di «attivarsi al più presto con chi di dovere per far si che si interrompa immediatamente lo sversamento di liquami alla foce del rio Mannu e si intervenga sulla stazione di pompaggio antistante piazza Ferrovia per verificare il corretto funzionamento della stessa e porre fine alla fuoriuscita di aria maleodorante».
Più volte è stato rimarcato che la città ha potenzialità enormi, date soprattutto dalla presenza di un area archeologica prospiciente al rio Mannu, che potrebbe generare sviluppo turistico se valorizzate al meglio, e lo stesso primo cittadino nel suo programma elettorale aveva posto come priorità il recupero del fiume e la sua valorizzazione con la realizzazione di un parco fluviale, ipotizzandone per esempio la fruizione futura in termini sportivi, ricreativi e culturali. «È assolutamente inaccettabile che in prossimità della foce del fiume vi sia, attraverso uno scarico del depuratore-stazione di pompaggio, un continuo sversamento di liquami maleodoranti a cielo aperto a pochi metri di distanza dal Ponte Romano e il parco archeologico _ attacca Chessa –. Così come è paradossale lo stato in cui versa la stessa stazione di pompaggio confinante con la piazza della stazione ferroviaria e poche decine di metri dall’area Archeologica, dove i vasconi e le linee di scorrimento dei liquami risultano a cielo aperto con conseguente presenza di miasmi in tutta la zona. Tutto questo avviene senza che l’amministrazione comunale si preoccupi minimamente del fatto».
Sul Ponte Romano persiste inoltre la condotta idrica del diametro di 200 millimetri, riportata alla luce dopo gli ultimi scavi, a una quota media di 65 centimetri dal piano di calpestio, e quella tubazione in fibrocemento indecorosa ha sinora impedito la messa in luce completa della pavimentazione originaria della più antica struttura romana di questa tipologia esistente nell’isola.
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