Fronda di Scarpa sul Consorzio industriale
Il Comune di Porto Torres non ha nominato il rappresentante nel CdA e minaccia di uscire dall’ente
SASSARI. Uno schieramento compatto quello dei gruppi consiliari l’altro ieri, durante la seduta del consiglio comunale, nel chiedere al sindaco Beniamino Scarpa di astenersi da qualsiasi votazione sulla designazione del rappresentante del Comune all’interno del Consorzio industriale provinciale. «Ho ricevuto mandato unanime di non procedere alla nomina del rappresentante del Comune sia nell’assemblea dei soci sia nel consiglio d’amministrazione del Cip di Sassari, Porto Torres e Alghero – conferma il primo cittadino –, per le ragioni che ho più volte esposto per iscritto e a voce». Una decisione che Scarpa ha comunque comunicato ai vertici degli enti locali e provinciale che fanno parte dell’area industriale, e per conoscenza ai presidenti della giunta e del consiglio regionale, aggiungendo l’altra novità eclatante annunciata nei giorni scorsi: «Durante la stessa riunione il consiglio comunale mi ha dato mandato di porre in essere tutti gli atti possibili per favorire l’uscita del Comune dall’organismo consortile: contesto con forza sul piano politico e dei rapporti istituzionali le modalità messe in atto per la scelta del presidente del Consorzio, che mortificano le legittime aspettative della mia comunità. Sono sicuro che verificherete la legittimità della nomina dei delegati da parte di soggetti deleganti incompatibili, secondo quanto previsto dalla normativa sulla prevenzione della corruzione». L’indirizzo politico espresso dal consiglio non è altro che l’ultimo atto di una serie di “scippi” autorizzati nei confronti di questo territorio, perpetrati per lunghi anni da tutte le forze politiche, talvolta anche col consenso, magari “forzato”, di referenti politici portotorresi. La Regione, ricorda il sindaco, ha conferito ai consorzi importanti competenze pianificatrici soprattutto in materia urbanistica: «Va quindi ristabilito il principio di sovranità che consenta ai Comuni come Porto Torres di individuare il presidente dell’ente, evitando che il ragionamento venga fatto attraverso un semplice calcolo matematico di spartizione o per regolare gli equilibri all’interno di una forza politica». Le ragioni delle richieste trovano pure conferma nei numeri, visto che il 90 per cento delle aree industriali che gestisce il Consorzio e il numero maggiore degli operatori che lavorano in aree consortili si trovano a Porto Torres.
Gavino Masia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
