L’arcivescovo Atzei: «Il pieno reintegro nella comunità ecclesiale»
SASSARI. «La concessione dell’indulgenza è una conferma di ciò che è esistito prima, la devozione, conferma di fede praticata, ma è soprattutto una garanzia celebrativa del mistero della Madre,...
SASSARI. «La concessione dell’indulgenza è una conferma di ciò che è esistito prima, la devozione, conferma di fede praticata, ma è soprattutto una garanzia celebrativa del mistero della Madre, perché in quella conferma c’è tutta la grazia dell’indulgenza che deve essere interpretata non come un semplice sconto di pena, ma come un reintegro all’interno della comunità ecclesiale per favorirne il cammino di fede». Così padre Paolo Atzei, arcivescovo di Sassari, commenta la decisione del pontefice di concedere l’indulgenza plenaria a coloro che parteciperanno a Sant’Agostino alla cerimonia solenne in onore di Nostra Signora del Buon Cammino. Non un semplice perdono, e neanche uno “sconto di pena”, ma la straordinaria possibilità offerta dal Papa a coloro che temporaneamente, per motivi diversi, si sono allontanati dal cammino di fede, di ritornare sul solco tracciato dal Signore. «Il cammino può così proseguire _ spiega padre Paolo Atzei _ tramite il favore della grazia offerto dell’indulgenza». La decisione di Papa Bergoglio darà vita anche a uno straordinario evento di popolo perché l’iniziativa coinvolge direttamente i fedeli e due fra le istituzioni più care ai sassaresi: i Gremi e la Brigata Sassari che di recente, anche per volontà del comandante, Manlio Scopigno, ha manifestato una devozione particolare verso la Madonna del Buon Cammino. «Il popolo _ conclude padre Paolo _ è soggetto della fede e la concessione dell’indulgenza è un riconoscimento di quella fede particolarmente sentita e praticata dai sassaresi». (a.me.)
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