«Serve l’infermiere di famiglia»
La segreteria locale dell’Fsi chiede l’istituzione della nuova figura
SASSARI. «I tempi sono maturi affinché nel sistema sanitario nazionale venga introdotta la figura dell’infermiere di famiglia». Lo sostiene la Federazione sindacati indipendenti delle professioni sanitarie, che a livello nazionale si sta facendo promotrice di una proposta di legge rivoluzionaria sostenuta inoltre anche dall’Organizzazione mondiale per la Sanità. «L’infermiere di famiglia - spiega la segreteria territoriale di Sassari, Mariangela Campus – aiuterà gli individui ad adattarsi alla malattia ed alla disabilità cronica o nei momenti di stress trascorrendo buona parte del tempo al domicilio dei pazienti e con le loro famiglie. In questo modo l’Italia si metterebbe al pari di altre nazioni europee che dando seguito al documento programmatico Salute 21 hanno già creato questa importante figura».
L’infermiere di famiglia contribuirà alla sostenibilità del sistema sanitario nazionale poiché faciliterà le dimissioni precoci dei pazienti dagli ospedali e fornirà l’assistenza a domicilio fungendo da tramite tra la famiglia ed il medico di base, sostituendosi anche a quest’ultimo quando i bisogni saranno di carattere prevalentemente infermieristico. Inoltre, creando un sistema di ambulatori infermieristici convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale, similmente a quello di Medicina Generale, si potrebbero aprire le porte a circa 50mila infermieri.
«Il testo di legge della FSI vuole valorizzare il ruolo poliedrico che solo l‘infermiere di famiglia può assicurare sul territorio e contribuirebbe ad assicurare il raggiungimento di 20 dei 21 obiettivi di Salute 21. È un cambio di rotta necessario per far fronte ai mutamenti della società - conclude Mariangela Campus - ed assicurare a tutti un futuro più sereno per una popolazione che tende ad invecchiare sempre di più».
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