In ospedale l’uomo incatenato

Massimo Bo sospende lo sciopero della fame e il sit-in davanti al Tribunale

SASSARI. Appena sospesa la protesta, il corteo della Multiss ha pensato a chi lottava come loro, incatenato un centinaio di metri più in su in via Roma. Ma non ha potuto esprimere solidarietà a Massimo Bo, perché l’uomo un’ora prima era stato accompagnato in ospedale.

È difficile andare avanti ogni giorno con tre cappuccini e mezzo litro di acqua. Così Massimo Bo ha accusato un forte capogiro, si è accasciato per terra, quasi perdendo i sensi. Le guardie giurate del tribunale hanno immediatamente chiamato il 118. Così lo sciopero della fame dell’imprenditore caseario finito sul lastrico dopo un’incredibile odissea giudiziaria, è dovuto terminare. Massimo Bo è rimasto quattro giorni incatenato alle inferriate di via Roma, chiedendo che la giustizia posasse nuovamente lo sguardo sulle sue vicissitudini. «Per ora sono costretto a interrompere la mia protesta. Mi ha fatto piacere la chiacchierata con il giudice Marinaro, molto gentile e disponibile, e anche l’impegno del magistrato Saieva a dare impulso alle mie denunce». (lu.so.)

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