La Nuova Sardegna

Sassari

Riforma degli enti locali: la proposta del Comune

di Barbara Mastino
Riforma degli enti locali: la proposta del Comune

L’amministrazione si prepara all’incontro con l’assessore regionale Erriu Il capogruppo Murgia: «La legge di riordino tenga conto delle zone interne»

29 luglio 2014
3 MINUTI DI LETTURA





OZIERI. Passa anche dalle zone interne e dal coinvolgimento delle forze sociali la spinta al giusto riordino degli enti locali che si sta preparando a livello regionale e nazionale. Ne è convinta l’amministrazione comunale di Ozieri, che intende dare il proprio contributo alla definizione del piano regionale proponendo un modello, che parte da alcune idee base, e chiede a tale scopo il coinvolgimento nel dibattito di istituzioni, partiti, sindacati, categorie. I “paletti” normativi dai quali si deve partire sono due, la legge nazionale del riordino degli enti locali e il referendum sardo che ha decretato l’abolizione delle province.

Il quadro che si prospetta è quello di province rette dai sindaci del territorio e chiamate soltanto a iniziative di indirizzo su alcuni settori (edilizia scolastica, trasporti, ambiente e mobilità) e, di converso, Comuni o aggregazioni di Comuni che si occuperanno, su mandato della stessa Regione, delle funzioni territoriali.

Cosa fare dunque delle “vecchie” province, oramai divenute solo cinghie di trasmissione di fondi – forse – e con solo un mero potere di indirizzo? La risposta che arriva da Ozieri, un modello sicuramente esportabile, è una, ed è semplice: la creazione, come previsto per legge, di “ambiti” all’interno delle ex province, governati dall’interno, nei quali gestire servizi, uffici e varie competenze. Si va dalla scuola alla sanità, dai servizi sociali alla giustizia di pace, dai trasporti alla raccolta e riciclo dei rifiuti sino ai consorzi industriali.

«Una “ex” provincia di Sassari divisa in ambiti territoriali che siano punti di riferimento per tutte le suddivisioni distrettuali – dice il capogruppo della maggioranza consiliare di Ozieri Marco Murgia – potrebbe agevolmente operare creando aggregazioni non solo riconoscibili immediatamente ma sicuramente funzionali. La base per ottenere questo risultato – aggiunge – è senza dubbio la chiarezza giuridica: una legge regionale che preveda in primo luogo che l’assemblea dei sindaci della ex provincia possa prendere in mano subito la pianificazione territoriale e in secondo luogo che elimini gli evidenti limiti delle aggregazioni dei Comuni: dare loro una dotazione organica certa, dei finanziamenti propri e ovviamente funzioni aggiuntive».

Serve quindi, secondo Murgia, un nuovo quadro normativo che sia di sostegno allo sviluppo delle gestioni sovra-comunali. Il modello proposto dall’amministrazione di Ozieri (che lo presenterà in un incontro che si terrà a breve in città con il presidente della Regione Francesco Pigliaru e con l’assessore agli Enti Locali Cristiano Erriu) è ancora in embrione e andrà discusso: «in primo luogo – dice Marco Murgia – con le forze sociali, sindacali, politiche, con le categorie e le istituzioni di ogni livello. La Sardegna, come il resto dell’Italia – aggiunge –, deve riorganizzarsi territorialmente, ma noi siamo convinti che tale riorganizzazione non debba essere una cruda spending review, cioè una sforbiciata ai costi, bensì un miglioramento del modo di utilizzare le risorse coinvolgendo i territori, a partire dalle zone interne».

«Del resto - conclude il capogruppo Murgia - è la stessa Ue a dire che le funzioni e le peculiarità delle zone interne devono essere valorizzate come baluardo della salvaguardia delle stesse dallo spopolamento e dall’impoverimento dei territori».

Elezioni regionali 2024
Il voto

Elezioni regionali, i dati sull’affluenza alle 19: 44,1 per cento

Le nostre iniziative