Alla Multiss levata di scudi contro la Css
Dirigenti e sindacati contestano che il 7 agosto scattino i licenziamenti: «Teorie senza fondamento»
SASSARI. Tutti contro la Css, dirigenza della Multiss e organizzazioni sindacali. Ieri le parole del responsabile aziendale della Confederazione sindacale sarda Vincenzo Carlo Monaco e del suo segretario generale Giacomo Meloni hanno fatto saltare sulla sedia i vertici e i sindacati impegnati nella lunga e difficile vertenza per salvare i 160 posti di lavoro della partecipata della Provincia che si occupa della manutenzione di strade e scuole. Posti minacciati dai tagli dei trasferimenti regionali. Secondo la Css il 7 agosto ci sarà il via ai licenziamenti: vengono così disattesi gli accordi sul ritiro della delibera della giunta provinciale che prevedeva il taglio dei servizi in mancanza della certezza del ripristino dei finanziamenti regionali.
Il direttore generale della Multiss Antonio Spano e il presidente Marco Francesconi hanno parole dure per la Css. «Da Meloni e Monaco arriva una ricostruzione visionaria del momento particolare che vive la società e Monaco assume iniziative e prende posizioni prive di fondamento e che hanno come unico risultato quello di creare ulteriore tensione mettendo a rischio il la voro prezioso fatto sino ad ora dalle organizzazioni sindacali, dall’amministrazione provinciale e dalla Regione per evitare che il territorio rimanga privo di servizi fondamentali». «L’assunzione della delibera di giunta della Provincia del 29 luglio scorso non è altro che un atto finalizzato a consentire agli uffici di verificare e adottare gli atti amministrativi necessari per rendere concreto l’accordo politico già raggiunto la settimana scorsa a Cagliari tra Provincia e Regione – dicono Francesconi e Spano –. Esprimiamo fiducia verso l’amministrazione provinciale e invitiamo sindacati e lavoratori ad una maggiore assunzione di responsabilità».
Si dissociano dalla Css Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Ugl Terziario oltre alla rsa della Multiss. «Stigmatizziamo il comportamento irresponsabile di chi mette a rischio il sacrificio, il disagio e la preoccupazione dei lavoratori e la volontà politica di risoluzione della vertenza relativa al recupero di 4 milioni di euro di fondi – affermano i sindacati –. Iniziativa quella della Css che crea allarmismi ingiustificati in una fase di trattativa sui tavoli e non più sui “tetti”. La delibera del 29 luglio che posticipa il termine già previsto da quella precedente del 18 luglio era necessaria. E’ elementare che le somme si possano iscrivere a bilancio solo dopo l’assunzione di atti amministrativi e decreti. Massima fiducia e apprezzamento, quindi,per il il lavoro svolto finora da tutte le parti, nella speranza della completa risoluzione della vertenza nei termini concordati». (p.f.)
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