Eni, il caso dell’ingresso cambiato
Protestano gli operai delle aziende esterne: «È pericoloso»
PORTO TORRES. Gli operai delle ditte esterne della zona industriale, impegnati nei lavori del progetto chimica verde, non hanno gradito la scritta presente all’ingresso della portineria mare che riporta le parole “ingresso merci e ditte esterne”. Quel cartello era sparito diversi anni fa dopo la protesta degli operai dell’indotto e del sindacato, che giudicavano pericolosa l’entrata al lavoro in contemporanea dell’ingresso dei grandi articolati che dovevano scaricare le merci.
«Non riusciamo a capire perché Eni abbia riproposto quella decisione _ dice un lavoratore _, non intuendo la pericolosità dei mezzi pesanti all’interno dell’impianto nel momento dell’ingresso al lavoro». Gli operai delle imprese esterne, tra l’altro, non si spiegano perchè da sempre sia stato precluso loro l’ingresso dalla portineria centrale, da cui entrano i lavoratori delle aziende dell’Eni, certamente più sicuro rispetto a quello vicino al porto industriale dove i tir arrivano appena dopo lo sbarco dalle navi. Una distinzione legata a logiche e dinamiche che solo l’Eni conosce, ma gli operai si sentono lo stesso di esprimere il loro malumore chiedendo che quella scritta venga rimossa come la volta precedente.
Un modo per tenere alta la guardia sulla sicurezza nel luogo del lavoro, dunque, e magari far capire che dentro l’industria non esiste alcuna differenza tra lavoratori. (g.m.)
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