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E Sorso non fa sconti: la Tasi si verserà

E Sorso non fa sconti: la Tasi si verserà

La giunta Morghen prevede di incassare 800mila euro. Alle stelle l’imposta sulle seconde case

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Via libera alla Tasi. È la decisione presa dalla giunta municipale di Sorso - guidata dal sindaco Giuseppe Morghen - che propone così l’istituzione di una nuova tassa.

L’aliquota per le abitazioni principali, comprese quelle di lusso, è fissata al 2 per mille. L’entità del prelievo fiscale dell’anno in corso è stimato in circa 800mila euro. «Per garantire gli equilibri di bilancio» non è stata prevista alcuna esenzione. La prima rata di pagamento scadrà il 16 ottobre, la seconda il 16 dicembre.

Vola alle stelle l’Imu seconda casa, che passa dal 7,6 a 9,8 per mille. Ora la palla passa all’assemblea civica, che giovedì 7 agosto esaminerà il bilancio di previsione 2014.

Pressione fiscale. Durante la campagna elettorale del 2009, l’allora candidato – poi diventato sindaco – Giuseppe Morghen fu molto chiaro riguardo alla politica tributaria. «Mai le mani nelle tasche dei cittadini», dichiarò in un confronto televisivo con la concorrente Maria Antonietta Foddai. La storia recente ci consegna un’altra versione, che vede l’aliquota dell’addizione Irpef al massimo valore consentito (0,8%). Con la decisione odierna, l’amministrazione opererà un maggiore prelievo fiscale di circa 800mila euro annuali, tracciando la differenza con l’azione politica locale dei cugini amministratori sennoresi che, nonostante le oggettive sofferenze di bilancio, la Tasi l’hanno azzerata rinunciando a un introito variabile compreso fra circa 187mila (stimato ad aliquota base dell’1 per mille) e 400mila euro (stimato ad aliquota massima del 2,5 per mille).

Le aliquote. In dettaglio, queste le aliquote deliberate dalla giunta comunale di Sorso: abitazione principale (comprese quelle appartenenti alle categorie A1, A8 e A9, cosiddette di lusso) al 2 per mille; altri immobili (comprese le aree edificabili) e i fabbricati di categoria D allo 0,8 per mille; i fabbricati rurali a uso strumentale all’1 per mille. Nessuna esenzione prevista «per garantire gli equilibri di bilancio». La prima rata andrà pagata entro il 16 ottobre, mentre i termini per saldare la seconda scadranno il 16 dicembre.

Perché si paga? I servizi indivisibili sono tutte quelle attività e opere fornite dal Comune in favore della collettività per le quali non sono si pagano tariffe o tributi. Si tratta – per esempio – dei soldi spesi per le garantire lo svolgimento delle elezioni, la polizia locale, la difesa del suolo, il sistema di protezione civile, il verde pubblico, le attività culturali e via dicendo, per un totale – quantificato dall’amministrazione – di oltre 2,8milioni di euro. Ecco dunque che la Tasi serve a coprire parzialmente queste spese.

Le ipotesi. Ecco alcuni esempi di quanto potrebbe costare la Tasi se le aliquote verranno approvate dal Consiglio comunale. Considerando il caso di un’abitazione principale di categoria catastale da A2 ad A7, senza considerare le pertinenze, con una rendita catastale di 200 euro si pagheranno circa 67 euro; con 400 di rendita il conto sale a 134 euro; con 600 di rendita diventano 200 euro di tassa. Diverso il caso delle seconde case, che subiranno un incremento del combinato disposto Imu-Tasi non di poco conto (più 3 per mille).

Infatti, la Tasi non è l’unica novità. L’aliquota dell’Imu seconda casa ha subito variazioni in aumento, passando dal 7,6 per mille del 2013 al 9,8 per mille previsto per il 2014.

Un aumento sensibile che, sommato all’8 per mille aggiuntivo della Tasi seconde case, alleggerirà ulteriormente le tasche dei proprietari delle abitazioni che si trovano soprattutto fra agro e fascia costiera.

Salvatore Santoni

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