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«Buddusò Servizi, un errore»

«Buddusò Servizi, un errore»

L’ex sindaco critico sul concordato fallimentare: «Meglio la liquidazione»

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Perché un concordato fallimentare e non la liquidazione? È questa la domanda che l’ex sindaco di Buddusò Giovanni Satta pone all’attuale amministrazione in merito alla gestione della vicenda della situazione debitoria della società partecipata Buddusò Servizi. Nei giorni scorsi, come si ricorderà, era apparsa su queste pagina la notizia dell’imminente pagamento di una larga parte dei debiti della società in seguito all’accettazione da parte del giudice fallimentare del concordato proposto dal Comune, che si è impegnato a onorare tali debiti con un proprio fondo di 2 milioni di euro.

Secondo l’ex sindaco però questa soluzione non è quella ottimale. «Pur rispettando la decisione dell'amministrazione attuale - dice infatti Satta - non condivido il fatto che si sia optato per il concordato fallimentare anziché per la liquidazione, per la quale fra l’altro la stessa amministrazione ha speso invano in parcelle oltre 70 mila euro. Ma tralasciando questo aspetto e parlando di cifre - aggiunge -, vorrei ricordare all’attuale sindaco che la mia amministrazione al giugno 2010, proprio in previsione del pagamento di questi debiti, aveva lasciato in eredità a quella attuale un avanzo di amministrazione di un milione e 140mila euro: oltre la metà di quanto necessario ora a chiudere la vicenda. Va aggiunto inoltre che ad oggi l’attuale amministrazione ha incassato fra royalties dell’eolico e vendita di sughero oltre 5 milioni di euro e pertanto solo una minima parte di questi sarà utilizzata per pagare il debito». (b.m.)

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