Fatiche e gioie femminili nei cestini di Castelsardo

Boom di pubblico per la mostra allestita da tre amiche e patrocinata dal Wwf «Un omaggio alla memoria e alla genialità delle nostre nonne, mamme e zie»

CASTELSARDO. In venti giorni 1600 visitatori. Può essere riassunto in una cifra il successo di una piccola mostra “ I Cestini dei Ricordi”, allestita a Castelsardo da tre amiche di diversa età. L'iniziativa, dedicata soprattutto ai concittadini, è stato apprezzata da centinaia di turisti, quest'anno particolarmente attenti agli eventi culturali. «Quando ci è stata segnalata, non abbiamo avuto esitazioni nell'offrire il nostro patrocinio», dice Wanda Casula presidente della sezione di Sassari del Wwf: «Noi ci occupiamo anche di patrimonio culturale, con particolare attenzione per le tradizioni. Dovevamo manifestare la nostra solidarietà a tre donne che realizzavano una raffinata esposizione senza percepire un centesimo da alcuno».

Ma che cosa offre “I Cestini dei ricordi” in un locale di fronte alla nuova piazza? «Non è soltanto una mostra di cestini antichi e moderni - dice Silvana - ma, come abbiamo scritto nella locandina, è un omaggio alla memoria di nonne, mamme e zie di Castelsardo».

L'idea è nata in un pomeriggio di fine giugno. Nicoletta cercava di mettere ordine in una piccola montagna di vecchie fotografie che tornavano alla luce dal buio dei cassetti. Silvana intrecciava un cestino e Lory trasformava in opere d'arte oggetti di uso comune. Dalle immagini cominciò a scorrere un fiume di ricordi. Soprattutto di sacrifici. Le donne allevavano i figli, pulivano la casa, cucinavano e, quando "riposavano", realizzavano cestini. Servivano in casa, ma soprattutto erano "moneta". Quando compravano generi alimentari pagavano con i cestini. Storie di povertà, storie di altri tempi.

«Ognuna di noi aveva un racconto da proporre, una foto da mostrare, un cestino, uno scialle ricamato, una copertina realizzata all'uncinetto o un oggetto ereditati da una nonna, da una zia. Perché - ci siamo chieste - non allestire una piccola mostra per ricordarle?». Nicoletta ricorda con un sorriso la risposta entusiastica delle amiche. «Non sapevamo quanto fosse impegnativa la sfida che avevamo di fronte – dice Lory –. Noi volevamo spiegare che i cestini non sono un anonimo prodotto commerciale ma sono l'espressione dei sacrifici, del sapere e della genialità di generazioni di castellanesi».

Nella mostra si è avvolti da un'atmosfera di altri tempi. I cestini danno una nota di colore, ma è il passato che ritorna vivo lungo il percorso - tutto al femminile - che le tre amiche indicano al visitatore. La pettiniera ricorda la gestualità quotidiana delle antiche proprietarie; il lavabo i tempi i cui l'acqua si prendeva alla fonte; il prezioso vestitino un lontano battesimo; lo scialle ricamato in oro un matrimonio dei primi anni dell'800… Ma soprattutto le foto.

«All'allestimento hanno contribuito numerose castellanesi che ancora ringraziamo . Dalle pareti nonne, mamme e zie ci sorridono a fianco a tante di noi bambine. Nel registro - dice Nicoletta - abbiamo raccolto commenti straordinari anche dai turisti stranieri che hanno capito la filosofia della mostra. Ma soprattutto ci hanno colpito i castellanesi che si sono commossi. Quelle lacrime sono il premio più prezioso». La mostra resterà aperta sino a martedì 2 settembre.

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