La Nuova Sardegna

Sassari

La gioielleria Rossetti riapre con un nuovo nome

di Paoletta Farina
La gioielleria Rossetti riapre con un nuovo nome

Lo storico negozio risorge in largo Cavallotti. In vendita i locali di piazza Azuni Insegna intestata a Elisabetta, scomparsa di recente. L’azienda ai familiari

31 agosto 2014
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SASSARI. Ha riaperto con l’insegna «Elisabetta Rossetti», l’orefice recentemente scomparsa dopo una lunga malattia, la storica gioielleria sassarese che da piazza Azuni si è trasferita in largo Cavallotti. «Un progetto condiviso con mia moglie con la quale avevamo deciso che non si poteva buttare a mare un’azienda con quasi duecento anni di attività: ora il rammarico mio e di mio figlio Luigi è che lei non abbia fatto in tempo a vederlo realizzato», dice commosso il marito Salvatore Mannuzzu.

Rivisitata negli arredi, di segno moderno, che conservano alcuni pezzi antichi da sempre patrimonio familiare, la nuova gioielleria è in locali di proprietà della famiglia ed è confinante all’ex ditta Ademaro Rossetti in piazza Azuni, casa fondata nel lontano 1820 e le cui serrande si sono definitivamente abbassate. Ora quelle mura sono in vendita e «mi auguro che possano passare in mani degne dopo un passato così importante», riflette Mannuzzu. Da un anno nella gioielleria Rossetti era in atto una svendita dopo che fra i tre fratelli eredi del raffinato Gino Rossetti, scomparso prematuramente, erano sorte divergenze sul futuro dell’attività, punto di riferimento della borghesia sassarese. Mentre Elisabetta e il marito volevano proseguire nelle mura di piazza Azuni, Ademaro e Gabriella avevano spinto per la loro vendita. Alla fine non si era trovato nessun accordo in famiglia, nemmeno la reiterata proposta da parte dei coniugi Mannuzzu di conservare la sede originaria, rilevando le quote degli altri proprietari, aveva convinto i parenti. Così, vista l’inconciliabilità delle posizioni, Elisabetta Rossetti con il figlio e il marito avevano deciso di non far morire l’azienda familiare. Ora risorta sotto un’altra insegna che è un ricordo ma anche speranza «perché ci crediamo e ne siamo convinti», ribadisce Luigi Mannuzzu.

Non appena è stata avviata la liquidazione della merce, il negozio di piazza Azuni è stato continua meta di clienti. «Molti di loro ci hanno raccontato che tenevano a fare un acquisto per avere un nostro ricordo – racconta Salvatore Mannuzzu –. Una vicinanza che ci ha inorgoglito ed emozionato e che dimostra come questa realtà commerciale abbia sempre avuto un peso di primo piano nella nostra città».

Con la creazione del nuovo brand “Elisabetta Rossetti”, inoltre, la famiglia non ha voluto abbandonare il centro storico. «Qui è nata la nostra azienda e qui vogliamo che prosegua il suo lavoro. Ci auguriamo che la città e l’utenza diano una mano perché il centro storico conservi la sua funzione di centro commerciale».

La storia della gioielleria Rossetti nacque dal matrimonio tra la figlia dell'orefice Giovanni Sechi Pieroni e Ademaro Rossetti, orologiaio piemontese originario di Carignano, che subentrò al suocero. Prima il figlio della coppia, Gino, consolidò l'impresa familiare facendosi apprezzare per la sua esperienza di conoscitore di gemme. I figli Ademaro ed Elisabetta ampliarono l’attività aprendo nuovi punti vendita, poi chiusi. Da Rossetti si andava per prendere il meglio dei gioielli, dell'argenteria, delle porcellane. Oggetti di lusso, adesso di nuovo in vetrina.

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