Multiss, si avvicina lo spettro della Cig
La Regione non paga: per evitare il licenziamento di 160 dipendenti l’azienda propone il ricorso alla cassa integrazione
SASSARI. Niente soldi, niente servizi. Dopo una giornata di riunioni infuocate fra sindacati, vertici aziendali, e amministratori provinciali, la situazione della Multiss, la società partecipata della Provincia di Sassari non cambia di una virgola: i fondi regionali (4,3 milioni di euro) prima tagliati dalla giunta Cappellacci e poi in parte ripristinati - per ora solo a parole - dal nuovo assessore regionale Cristiano Erriu, sono ancora fermi a Cagliari e servizi essenziali come la manutenzione della scuole, degli uffici pubblici e delle strade, il trasporto degli studenti disabili, la disinfestazione, sono sospesi. Fino a quando la Provincia di Sassari non disporrà delle risorse promesse dalla Regione, la Multiss e i suoi 160 dipendenti interverranno per coprire i servizi solo in caso di emergenze.
Dal primo settembre i lavoratori sono a casa: i pochi fortunati che avevano ancora qualche giorni di ferie da spendere sono ufficialmente a riposo, gli altri sono senza lavoro e senza paga. Per evitare il licenziamento, ieri il cda della Multiss ha proposto ai sindacati il ricorso alla cassaintegrazione, ma anche questa sembra una strada difficile, sempre per mancanza di coperture finanziarie (servirebbero 500mila euro al mese). Oltre al dramma occupazionale che coinvolge le 160 famiglie dei dipendenti Multiss, lo stop all’erogazione dei servizi mette a rischio l’inizio dell’anno scolastico negli istituti superiori di tutta la provincia. L’apertura delle scuole è prevista per il 15 settembre, ma senza l’assistenza della Multiss molti dirigenti scolastici potrebbero non assumersi la responsabilità di iniziare le lezioni in locali privi di manutenzione. Basterebbe un tubo dell’acqua rotto per far chiudere una scuola. Ieri sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl terziario e i vertici aziendali hanno cercato per tutta la mattina di trovare una soluzione, mentre i dipendenti restavano accalcati nel cortile dell’azienda in attesa di buone notizie.
Dalle riunioni incrociate non è saltato fuori nulla di nuovo, e lo stesso presidente della società partecipata, Marco Francesconi, è apparso preoccupato: «Un’azienda sana come la Multiss non può chiudere i battenti. Il lavoro c’è, mancano i soldi». I rappresentanti sindacali e la dirigenza hanno incontrato a fine mattinata il presidente della Provincia, Alessandra Giudici, cui hanno chiesto di trovare nel bilancio i soldi necessari a tenere in vita i contratti con la Multiss, fino a quando non arriveranno i fondi regionali promessi per la fine di settembre. «Ho lanciato l’allarme sei mesi fa, proprio perché speravo di evitare questa situazione. Nonostante la massima collaborazione e disponibilità dimostrata da tutte le parti, i soldi della Regione non sono ancora arrivati, e non ci sono i soldi per coprire i servizi indispensabili che erano finora affidati alla Multiss», ha spiegato Giudici. «Noi ci stiamo impegnando al massimo, ma senza quei fondi non c’è soluzione».
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