Peculato, oggi interrogatorio per Pellicano
Il medico arrestato dai carabinieri del Nas è ai domiciliari. Sequestrato ambulatorio da 500mila euro
SASSARI. Interrogatorio di garanzia oggi, alle 10, per Massimo Pellicano, il medico fisiatra sassarese arrestato dai carabinieri del Nas con le accuse di truffa aggravata a danno del Sistema sanitario nazionale, falso, abuso di ufficio e peculato. Il professionista - che si trova agli arresti domiciliari, è difeso dall’avvocato Nicola Satta e sarà sentito dal pubblico ministero Giovanni Porcheddu e dal gip Giuseppe Grotteria.
Nel corso dell’operazione (le indagini erano partite nella primavera del 2013 e sono andate avanti per oltre un anno) sono stati denunciati anche il direttore sanitario dell’ambulatorio privato messo sotto sequestro (ha un valore di circa 500mila euro) e la moglie del medico come responsabile legale.
Secondo le contestazioni che sono state mosse, il medico avrebbe svolto arbitrariamente attività professionale di carattere privato nel centro di medicina sportiva e fisioterapia gestito dalla moglie, avrebbe registrato la propria presenza alla Asl (a cui era legato da rapporto di esclusiva) e poi si sarebbe recato nell’ambulatorio della donna.
L’attività investigativa - a febbraio - aveva fatto registrare alcune perquisizioni anche per il recupero di un costoso macchinario di proprietà della Asl e che Massimo Pellicano avrebbe utilizzato in qualità di coordinatore di un progetto affidato a una équipe multidisciplinare. Lo strumento era poi stato ritrovato dai militari del Nas nella disponibilità di un tecnico al quale sarebbe stato affidato dal medico per manutenzioni. Questo e altri aspetti devono ancora essere chiariti.
L’avvocato Nicola Satta si è riservato di presentare ricorso al tribunale del Riesame dopo avere completato l’esame degli atti che riguardano la complessa attività investigativa che si è conclusa con l’esecuzione dell’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari per Massimo Pellicano.
«Siamo certi di poter chiarire ogni cosa» ha commentato il legale.
Sulla vicenda è già intervenuto il direttore generale dell’Asl Marcello Giannico che ha confermato la piena collaborazione con gli investigatori e la magistratura.
«Attendiamo gli esiti della vicenda – ha detto Giannico – e nel frattempo faremo la nostra parte affinchè pessimi esempi come questi vengano portato alla luce e sanzionati. Anche per tutelare il lavoro dei tanti operatori sanitari che nelle strutture della Asl operano da sempre con serietà, dedizione e spirito di servizio». (g.b.)
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