Al via in città un corso per aiutare i sordi
Venticinque ragazzi imparano il linguaggio dei segni frequentando le lezioni di Laura Santarelli, conduttrice del Tg1 Lis
SASSARI. In provincia di Sassari (proprio come nel resto d’Italia) un cittadino su mille è non udente, ma da queste parti le istituzioni sembrano curarsi molto poco del problema. Al punto che in tutto il territorio non ci sarebbero ancora operatori capaci di comunicare con il linguaggio dei segni, ossia il famoso “Lis”. Così, di loro spontanea iniziativa, venticinque giovani (prevalentemente ragazze neo diplomate o iscritte all’università) hanno deciso di frequentare un corso privato organizzato in città dalla onlus “Accademia europea dei sordi” e di lanciare un messaggio alla Regione. Come? Inviando all’assessore con deleghe al Lavoro e alla Formazione Virginia Mura uno spot nel quale interpretano con le mani il testo della celebre canzone di Giorgia “Di sole e d’azzurro”. Obiettivo: ottenere dalla giunta il soldi per finanziare il corso completo, che in tre anni garantirebbe loro - ad esempio - di ottenere il diploma richiesto per assistere i bambini sordi nelle scuole, ma anche di diventare interpreti del Linguaggio dei segni a tutti gli effetti. Con occasioni di lavoro praticamente assicurate, visto che una legge dello Stato prevede l’inserimento di figure professionali di questo tipo in tutti gli istituti scolastici dove è presente un alunno con difficoltà uditive.
Il corso, almeno nei primi due livelli su cinque, è tenuto da una docente di eccezione: Laura Santerelli, una delle conduttrici del Tg1 Lis, che va in onda ogni mattina sul primo canale della Rai. La giornalista, che ha ricevuto per la sua attività quattro medaglie dal presidente della Repubblica , prova a raccontare l’importanza di formare operatori in grado di assistere chi non sente. «Si pensi soltanto al disagio di un bambino sordo che frequente le scuole elementari - spiega -, per quanto ci siano gli insegnanti di sostegno per loro è difficile e molto faticoso seguire il labiale della maestra». Ma la questione riguarda anche gli adulti, ovviamente. «L’anno scorso - continua Santarelli - in Puglia un uomo sordo è stato improvvisamente male e siccome nessuno riusciva a interpretare il suo linguaggio dei segni una peritonite è stata confusa con un ictus e lui, poveretto, è morto».
Per quanto riguarda i giovani che frequentano il corso, invece, c’è l’aspetto occupazionale. «Io mi sono appena diplomata ai Geometri, ma non essendoci prospettive di lavoro voglio approfittare di questa opportunità», rivela Anna. Un po’ come Silvia, che ne ha 26 anni ed già laureata in Filosofia. Tutte loro adesso attendono che la Regione finanzi le parti restanti del corso, che prevede la trasferta a Sassari di dieci insegnanti. «Per coprire le spese di formazione - taglia corto Laura Santarelli - serve un contributo istituzionale di 80mila euro. Speriamo che almeno la Regione ci senta».
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