Truffa, arrestato falso commercialista
Avrebbe raggirato una quindicina di clienti, il valore delle somme trattenute e mai versate all’Erario supera i 250mila euro
SASSARI. Esercizio abusivo della professione di commercialista e truffa. Con queste accuse la guardia di finanza ha arrestato Antonio Fara, 44 anni, originario di Sorso: dalle indagini sarebbe emersa una truffa ai danni di una quindicina di ignari clienti per un valore finora accertato di circa 250mila euro. L’uomo, che in realtà sarebbe un consulente aziendale, si trova da qualche giorno agli arresti domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria che ha emesso la misura cautelare.
L’indagine era partita dopo la denuncia di un imprenditore sassarese che si era allarmato per un inaspettato accertamento da parte dell’Ufficio delle entrate per imposte che - in realtà - era certo di avere versato attraverso il sedicente commercialista che conosceva bene. E non avendo avuto spiegazioni plausibili ha deciso di interessare le Fiamme gialle. Dall’ attività investigativa sarebbero emerse cose sorprendenti. In particolare - secondo quanto ipotizzato dalla Finanza - Antonio Fara avrebbe intascato a più riprese somme di denaro versate dai clienti e destinate al pagamento di imposte e tasse all’Erario, oltre a parcelle per prestazioni professionali da svolgere presso alcuni enti come le società di riscossione tributi Equitalia e l’Agenzia delle Entrate.
Le prestazioni, secondo l’ipotesi accusatoria, non sarebbero mai avvenute, e questo nonostante il consulente aziendale abbia esibito documenti che attestavano la perfetta riuscita delle operazioni effettuate. Nel corso delle indagini, gli investigatori della guardia di finanza avrebbero acquisito documentazione che dimostrerebbe «la condotta ingannevole dell’uomo» che consisteva nell’esibizione ai clienti di falsi sgravi di imposte dell’Agenzia delle Entrate e falsi bollettini postali di versamento di imposte rateizzati dagli uffici finanziari.
Le vittime della truffa potrebbero essere superiori a quelle finora accertate dai finanzieri del comando provinciale. La situazione non sarebbe venuta a galla (almeno non in tempi così rapidi) se non ci fosse stata la denuncia da parte dell’imprenditore che si era insospettito per l’accertamento da parte dell’ufficio competente e con riferimento a somme che, in realtà, era certo di avere pagato nei termini previsti. Quando si è presentato negli uffici di via Baldedda, l’uomo aveva già intuito la truffa e ha fornito una serie di indicazioni che hanno agevolato il compito dei finanzieri. Sono scattati gli approfondimenti investigativi che si sono conclusi nei giorni scorsi con l’esecuzione di una ordinanza impositiva degli arresti domiciliari. Il valore della truffa (comprese le parcelle professionali) supera al momento i 250mila euro, ma non è escluso che l’operazione possa riservare altre sorprese. La scoperta della truffa, infatti, generalmente avviene dopo circa un anno, quando le imposte e le tasse non pagate vengono reclamate dagli uffici finanziari. Così chi era sicuro di avere assolto agli adempimenti si rende conto che qualcosa non ha funzionato solo dopo parecchi mesi.
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