Testamento biologico, arriva il registro

Trattamenti sanitari di fine vita, il regolamento è stato approvato pochi giorni fa dal consiglio comunale all’unanimità

OZIERI. Da qualche giorno è una realtà anche a Ozieri il Registro del testamento biologico, il cui regolamento è stato approvato all’unanimità dal consiglio comunale. Non appena il servizio Anagrafe avrà predisposto la banca dati e istruito il personale incaricato, i cittadini potranno redigere il proprio testamento biologico – denominato Dat, dichiarazione anticipata di trattamento – che permetterà loro di esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione sui trattamenti sanitari di fine vita nell’eventualità in cui si dovessero trovare nell’impossibilità di poter esprimere il proprio consenso o il proprio rifiuto della terapia o cura cui dovranno essere sottoposti. Nel Dat, inoltre, la persona potrà manifestare anche le sue volontà rispetto al fine vita, come il tipo di funzione religiosa e rito funerario desiderato, la scelta tra tumulazione e cremazione, la volontà di donazione degli organi e dei tessuti per salvare altre vite o per scopi scientifici e tanto altro ancora. I riferimenti normativi sono in primo luogo l’articolo 32 della Costituzione italiana («nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge») e la Convenzione sui diritti umani e la biomedicina di Oviedo del 1997 firmata dall’Italia nel 2001 e recepita dal Codice di deontologia medica. Il servizio istituito presso il Comune di Ozieri ha la funzione di registro ma non di deposito del documento Dat: avrà quindi unicamente lo scopo di garantire la certezza della data del deposito, il nominativo del dichiarante, del fiduciario (la persona che farà valere e manifesterà le volontà sottoscritte) ed eventualmente del fiduciario supplente e del luogo di conservazione della dichiarazione anticipata di trattamento. Una dichiarazione libera della propria volontà, così come è libera la forma dello scritto. «Si è scelto di non predisporre un apposito modulo da compilare – spiega infatti il proponente Bruno Farina, consigliere e presidente della commissione Sanità – ma lasciare libero ogni cittadino che volesse predisporre il proprio Dat di farlo di proprio pugno (se ne trovano di già predisposti su Internet). Il documento dovrà poi essere portato all’apposito ufficio in una busta chiusa che sarà numerata e timbrata dal funzionario, che rilascerà ricevuta della dichiarazione resa con gli estremi riportati nel registro. Oltre il dichiarante e il fiduciario, nessuno può conoscere il contenuto della dichiarazione di volontà, che rimane un atto strettamente personale; essa potrà essere modificata in qualsiasi momento con la stessa modalità utilizzata all’atto dell’iscrizione».

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