La Nuova Sardegna

Sassari

Sos fondi, apertura delle scuole a rischio

di Antonio Meloni
Sos fondi, apertura delle scuole a rischio

La Provincia non può affidare alla società in house i lavori di manutenzione. I dirigenti d’istituto si mobilitano

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SASSARI. Per le scuole superiori di Sassari e provincia l’anno scolastico non parte sotto i migliori auspici. Anzi, per dirla tutta, rischia di non partire affatto. L’allarme lo lancia una ventina di dirigenti scolastici dopo un incontro, nei giorni scorsi, con il presidente della Provincia Alessandra Giudici.

L’amministrazione di piazza d’Italia, infatti, ha comunicato a chiare lettere di non poter affidare i lavori di manutenzione delle scuole alla società in house a causa della mancanza di fondi. Un problema non nuovo che la Provincia, stando alle dichiarazioni di Alessandra Giudici, aveva segnalato già la scorsa primavera quando si era profilato il rischio di un blocco dell’attività legata alle manutenzioni. I presidi non ci hanno pensato un attimo e hanno rivolto un appello urgente al prefetto, al responsabile dell’istruzione in Sardegna, ai presidenti delle giunte di Provincia e Regione, all’assessore regionale alla Pubblica istruzione e al presidente del Consiglio regionale della Sardegna. Nella richiesta, trasmessa ieri mattina, i dirigenti delle superiori non si limitano a esprimere viva preoccupazione, ma paventano il rischio che l’attività scolastica possa essere interrotta per «l’impossibilità di garantire gli obblighi inderogabili di sicurezza».

Tutto questo accade a pochi giorni dall’apertura di un anno scolastico che si preannuncia, manco a dirlo, particolarmente travagliato. L’appello riguarda 17 scuole superiori di Sassari, Porto Torres, Alghero e Ozieri, ma è chiaro che il numero rischia di essere più elevato perché il problema riguarda anche altri istituti. La richiesta è chiara: i dirigenti scolastici, da Massimo Sechi (Azuni) a Roberto Cesaraccio (Alberghiero), da Rosanna Arru (Agrario) a Simone Sechi (Itas Ruju), da Antonello Colledanchise (Istituti superiori Alghero) a Antonio Uda (Licei Ozieri), da Cristiana Piazza (Licei Castelvì) a Maria Giovanna Oggiano (Industriali), solo per citarne alcuni, chiedono un intervento urgente da parte delle istituzioni per consentire alla Provincia di ridare mandato alla società a cui sono affidati i lavori di manutenzione degli edifici. «Senza questo passaggio è impossibile – spiegano – garantire i requisiti di sicurezza negli istituti». Il rischio che possa verificarsi qualche disguido, del resto, non è così remoto visto che, in media, si tratta di edifici datati che richiedono cure e interventi costanti. All’appello si unisce anche il presidente della Provincia Alessandra Giudici che, però, tiene a precisare: «Il problema non è di oggi, risale alla giunta Cappellacci che nei mesi scorsi aveva fatto confluire nel fondo unico provvidenze destinate dallo Stato agli enti locali». Il conto, secondo il presidente della Provincia, è presto fatto: «Si tratta di quattro milioni e trecentomila euro – prosegue Giudici – un problema di competenza, non di cassa, che avrebbe consentito alla Provincia di gestire serenamente la normale attività amministrativa». Invece il taglio si ripercuoterà sulle scuole e non solo: secondo Alessandra Giudici, infatti, sarebbe a rischio anche la manutenzione delle strade di competenza provinciale. Una situazione critica, che sembrava risolta a luglio «quando – dice ancora il presidente – pareva che la Regione avesse trovato finanziamenti che avrebbero consentito di sopperire alla mancanza di fondi, invece ad agosto è arrivata come una doccia fredda la comunicazione che non c’era un euro». La soluzione tampone, proposta dal presidente della Provincia, potrebbe essere quella di avere dalla Regione, a carattere immediato, almeno duecentomila euro per consentire di ridare l’incarico alla Multiss in attesa del varo della tanto sospirata manovra di bilancio regionale che richiede tempi certamente più lunghi: «Basterebbe un decreto assessoriale – conclude Alessandra Giudici – e il problema sarebbe risolto almeno per un mese o due».

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