Gli agricoltori: «La burocrazia ci uccide»
L’allarme arriva da Giovanni Canu (Cia): imprenditori strangolati da adempimenti e scartoffie. Appello alla Regione
OZIERI. «Basta con la burocrazia che affonda il comparto agro-zootecnico». Questo il grido d’allarme scaturito dalla recente assemblea della Confederazione Italiana Agricoltori del Monte Acuto riunitasi nei giorni scorsi a Ozieri per iniziativa del responsabile zonale Renzo Canalis: è il primo di una serie di appuntamenti programmatici in vista degli importanti appuntamenti che attendono il comparto nel prossimo autunno. Nell’incontro si è dato ampio spazio in primo luogo al problema della semplificazione degli adempimenti a carico delle aziende agricole e della sburocratizzazione, vera spada di Damocle sulla testa degli imprenditori dell’agricoltura e dell’allevamento.
«Non ci possiamo permettere che l’imprenditore dedichi il 50 per cento del suo tempo a rincorrere scadenze, adempimenti e scartoffie di ogni genere – ha dichiarato il presidente della Cia Giovanni Canu –. Tra Agenzia delle Entrate , Provincia, Asl, Comune, Agea, Spresal, Forestale, Ufficio Repressione Frodi, Inps, Inail, Equitalia e così via non c’è un giorno di serenità per l’agricoltore che, se si distrae , accumula solo accertamenti, verbali e sanzioni». Un problema segnalato da tempo, e acuitosi di recente con l’aumento della mole di controlli di e sanzioni a carico delle aziende agricole, i cui titolari spesso, per ottemperare ai pagamenti, sono costretti a indebitarsi anche pesantemente. Nelle ultime settimane, per esempio, sono state segnalate nell’agro del territorio di Ozieri le comminazioni di pesanti multe, nell’ordine di decine di migliaia di euro, sanzionate per irregolarità che, a detta dei molti imprenditori agricoli, potevano essere evitate o mitigate con il semplice buon senso.
Un problema che è stato affrontato anche nelle varie assemblee dell’Mps e del quale ora la Cia si fa carico chiedendo a gran voce «una inderogabile inversione di rotta». «Ci attendiamo dal Governo e dalla Regione “riforme vere” che vadano nella giusta direzione – ha detto ancora il presidente Giovanni Canu –, ovvero quella della semplificazione, che tutti a parole vogliono ma nessuno in realtà realizza».
Il tema della semplificazione normativa e della burocratizzazione è ampio e complesso, anche perché le sue ripercussioni positive andrebbero a toccare tutti gli adempimenti ai quali sono chiamati gli agricoltori. Tra questi, la scadenza più pressante è quella del Piano di Sviluppo Rurale, del quale a breve si attende la pubblicazione dei bandi. «Chiediamo quindi all’assessore regionale all’Agricoltura Elisabetta Falchi di impegnarsi a far sì che i prossimi bandi del Psr siano davvero semplificati - ha aggiunto il direttore della Cia Fabio Chessa -: se così non sarà c’è il rischio che le aziende non aderiscano alle misure previste e la conseguenza sarà la mancata spendita dei fondi europei».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
