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Corte d’Appello: «Sì alla sezione autonoma»

Corte d’Appello: «Sì alla sezione autonoma»

Nel dibattito sulla possibile soppressione una mozione del consigliere regionale FI Marco Tedde

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SASSARI. Sulla soppressione della sezione cittadina della Corte d’Appello si susseguono i dibattiti, gli interventi e le forti polemiche. Tra le voci c’è anche quella di Marco Tedde, ex sindaco di Alghero ma soprattutto chiamato in causa come consigliere regionale, quindi come politico, e anche come avvocato. «No alla soppressione della sezione staccata della Corte d’Appello di Sassari, sì all’istituzione della sezione autonoma». Con una mozione, firmata da altri diciassette consiglieri, il vicecapogruppo di Forza Italia invita a rilanciare la battaglia promossa nel 2011 con la mobilitazione che vide rappresentanti politici, istituzionali e della società civile costituire un comitato che il 5 settembre ha nuovamente serrato le file per proseguire una battaglia cruciale per il territorio ora che la soppressione della Corte d’Appello diventa un timore più concreto. Tedde invita Pigliaru a costituire un tavolo con la partecipazione di tutti i parlamentari sardi, ad intervenire con urgenza presso il Ministro della Giustizia e promuovere, con la collaborazione del Consiglio Regionale, tutte le iniziative politiche e culturali utili per il raggiungimento dell’obbiettivo. «L’istituzione della Sezione staccata nel 1992 - ricorda Tedde - fu frutto dello straordinario impegno di rappresentanti politici e istituzionali del Nord Sardegna, supportato dal sostegno degli operatori della Giustizia e dal mondo delle imprese e della società civile. La programmazione riorganizzativa territoriale del Ministero della Giustizia suscita fondati timori che la soppressione della Sezione distaccata di Sassari della Corte d’Appello giunga a breve al vaglio del Parlamento. Oltre che determinare un pericoloso arretramento dello Stato nel centro nord dell’isola e un impoverimento istituzionale con pesanti riflessi sociali ed economici sulla Sardegna intera, tale decisione porterebbe con sé anche la scomparsa del Tribunale per i minorenni ed il Tribunale di sorveglianza, con una avvilente derubricazione dei servizi di giustizia. Oggi come nel 1992 e nel 2011 - osserva Tedde - occorre una mobilitazione unitaria, al di sopra delle fazioni, dell’intera comunità sarda per difendere con le unghie e con i denti un irrinunciabile presidio istituzionale nel nostro territorio. Lo Stato faccia un passo in avanti - ha concluso Tedde - anziché due indietro».

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