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Minoranza e caso San Biagio: in quel garage non c’è acqua

SENNORI. «Quali consumi se nel garage non c’è neanche un rubinetto?». È soltanto una delle domande che il gruppo d’opposizione “Nuovo progetto Sennori” pone all’amministrazione guidata dal sindaco...

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SENNORI. «Quali consumi se nel garage non c’è neanche un rubinetto?». È soltanto una delle domande che il gruppo d’opposizione “Nuovo progetto Sennori” pone all’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Desini. I consiglieri intervengono nella querelle fra amministrazione e associazione religiosa San Biagio, alimentando i veleni delle scorse settimane, nati dopo la notifica dello sfratto dai locali comunali dell’importante comitato cittadino, che però occupava da oltre 10 anni senza averne titolo. Il tema verrà discusso nella prossima seduta del consiglio comunale. «Sorprende che il sindaco evidenzi la mancata formalizzazione dell’assegnazione dei locali all’associazione San Biagio, cosa avvenuta circa 10 anni fa, facendo intendere che i locali fossero occupati abusivamente», spiegano in una nota i consiglieri Tonia Uggias, Antonio Canu, Fabio Sassu e Gian Mario Ogana. Infatti, all’epoca dei fatti Desini era assessore nella giunta di Antonio Canu. «E con lui vi erano anche attuali assessori: Giovanni Cocco, Vincenzo Leoni e Mario Satta. Tutti loro avevano espresso la volontà di concedere all’associazione San Biagio un magazzino dove depositare l’attrezzatura per allestire la sagra e la festa che si svolge tutti gli anni a luglio», dicono.

Come se non bastasse, pare che il comitato religioso non sia stato l’unico a godere gratuitamente di spazi pubblici. «Anche all’associazione “San Giovanni Battista” era stato concesso un magazzino, che tuttora occupa, se pur parzialmente», aggiungono i consiglieri. Introducendosi nella querelle fra amministrazione e associazione San Biagio – che vede la prima a contestare al comitato di utilizzare troppo spesso le cucine, e la seconda a confermare di averlo fatto «solo per il Comune» – Canu e compagni fanno emergere un dettaglio importante della vicenda: l’assenza di un collegamento alla rete idrica. «Abbiamo presentato un’interpellanza – concludono i consiglieri – per capire come mai con la stessa ordinanza si sia intimato lo sgombero anche all’associazione folklorica Città di Sennori, salvo poi consentire alla stessa di continuare ad occupare altri spazi comunali». (s.s)

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