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Sassari

Bufera sui Calici di stelle: «Spese pazze del Comune»

di Salvatore Santoni
Bufera sui Calici di stelle: «Spese pazze del Comune»

A Sorso un’interpellanza sul costo eccessivo dei bicchieri usati per l’evento I consiglieri sostengono che gli uffici hanno speso 4mila euro in più di Sennori

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SORSO. «Spesi oltre 4mila euro in più per acquistare gli stessi calici di Sennori». Lo denunciamo i consiglieri di minoranza del gruppo Unione Riformista, Gian Paolo Sanna e Michele Cossu, che attaccano l’amministrazione comunale per le «spese pazze» della manifestazione “Calici di Stelle”, andata in scena per le vie del centro di Sorso l’8 agosto. Secondo i consiglieri il prezzo pagato dal Comune per l’acquisto dei calici e delle sacchette è abnorme rispetto a quello pagato dalla vicina Pro loco sennorese. L’amministrazione smentisce: «In realtà la differenza è di 2.900 euro, ma la nostra sacca è di tessuto». La questione verrà discussa nella prossima seduta del Consiglio comunale, prevista entro la fine del mese. Nel frattempo i documenti viaggiano verso la Corte dei conti. Stessi calici ma prezzi nettamente differenti, come anche i fornitori: Sennori si è rifornito dalla Mazzolani Srl di Roma (1,60 euro l’uno), Sorso dalla ditta locale Anglona Pubblicità (1,89 euro l’uno). In sostanza, quella che denunciano i consiglieri d’opposizione è una partita di giro. «Dalle nostre informazioni la ditta madre è la stessa, ma mentre a Sennori i prodotti sono arrivati direttamente, a Sorso pare abbiano fatto un passaggio di mano, diciamo “virtuale”, che ci è costato parecchio», spiega il socialista Sanna. L’amministrazione comunale sostiene che i conti della minoranza siano sballati poiché il rincaro è di 2.900 euro. «Ho avuto i preventivi dall’assessore Nicola Sassu (ndc: suo omologo a Sennori) ma noi eravamo in ritardo e non siamo riusciti a ordinare insieme con loro dalla Mazzolani. C’è poi da dire che le nostre sacchette (1,28 euro l’una) sono in tessuto e costano di più di quelle di Sennori (0,47 euro l’una). Inoltre la Anglona ci assicurava la fornitura in tempo per la manifestazione, mentre l’azienda romana no», precisa Mauro Vacca, assessore alle Attività produttive del Comune di Sorso. I consiglieri hanno confrontato il costo unitario della fornitura acquistata dal Comune di Sorso con quella della Pro loco di Sennori, dove la manifestazione enogastronomica si è svolta un giorno più tardi, il 9 agosto. «Dai nostri calcoli risulta un rincaro di oltre il 50% - spiegano i due –. Significa che se Sorso avesse acquistato con Sennori, avremmo risparmiato almeno 4.400 euro che su per giù è la cifra che permetterebbe di dare accesso alla mensa scolastica a 14 bambini di famiglie con reddito fra zero e 5mila euro». C’è poi la questione del Me.pa, il mercato elettronico per gli acquisti per la pubblica amministrazione, ideato per razionalizzare la spesa pubblica. «Si è assegnata la commessa a trattativa privata - conclude l’interpellanza - senza prima valutare se era possibile acquistare sul Mepa come invece impone la legge: questo rende l’atto viziato e anche per questo abbiamo deciso di inviare gli atti alla Procura della Corte dei conti di Cagliari».

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