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Sassari

L’assessore: il tesoro di Tomè sarà esposto

L’assessore: il tesoro di Tomè sarà esposto

Amalia Schirru promette il suo impegno per restituire il lascito del commerciante ai sassaresi

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SASSARI. Il caso del tesoro dimenticato del commerciante Angelo Tomè, un piccolo scrigno di gioielli e argenteria, è sul tavolo dell’assessore comunale al Patrimonio Amalia Schirru. Che annuncia: «Me ne sto occupando perché ritengo anche io che vada salvaguardato e messo a disposizione della città e dei sassaresi un lascito che ha un grande valore storico, oltre che economico. E penso che il piccolo tesoro possa entrare a far parte del percorso museale Thamus, sul quale l’amministrazione comunale ha sempre puntato, valutando se l’ex palazzina Tomè, in cui visse il commerciante, possa essere la sua sede».

La vicenda dei preziosi di Tomè, come tante nella storia sassarese, è di quelle che si trascinano da anni: ogni tanto qualche amministratore se ne ricorda, ma poi tutto cade nel dimenticatoio. E per i gioielli che appartennero al commerciante sassarese l’oblio si alterna ad improvvisi sussulti di memoria. Tempo fa, si era parlato di esporli a Palazzo di Città poi la cosa era caduta anche, pare, per motivi di sicurezza.

Di recente è stato il consigliere di Forza Italia Manuel Alivesi a riproporre la necessità di rendere fruibile a tutti un tesoretto composto da pezzi preziosi e importanti per ricostruire il passato e uno spaccato della storia cittadina.

Invece, da una ventina di anni, restano sotto chiave in una cassetta di sicurezza di una banca, oltre un centinaio tra gioielli, orologi e altri oggetti di valore che risalgono alla metà dell’Ottocento fino agli Anni Quaranta. Confluiti nella fondazione Tomè sono in seguito passati alla proprietà del Comune quando l’ente venne disciolto.

L’assessore Schirru promette comunque il suo impegno: «Ne avevamo già parlato in giunta, e la prossima settimana verificherò di persona cosa è custodito in banca, e mi attiverò contemporaneamente anche per la pulizia e il restauro dei pezzi di argenteria che furono dati in custodia alla gioielleria Rossetti. È già previsto un capitolo di spesa allo scopo. Una volta che avremo tutto più chiaro si potrà intraprendere la strada per esporre alla cittadinanza i beni di Tomè. La palazzina in corso Vittotrio Emanuele, dove ancora devono essere conclusi alcuni collaudi, davvero potrebbe essere il luogo più adatto». (p.f.)

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