Esondazioni, il Comune non obbedisce al giudice
Il tribunale civile aveva ordinato la messa in sicurezza di un rio a Predda Niedda La giunta municipale ha incaricato l’ufficio legale di opporsi all’ordinanza
SASSARI. Il contenzioso va avanti solo da un anno, ma dal 2010 il deposito e gli uffici dell’Eurospin, a Predda Niedda, sono sotto scacco delle esondazioni di un rigagnolo, il Rio Calamasciu. Che alle prime piogge si ingrossa e allaga i locali dell’ipermercato. Come è capitato per tre volte, dal novembre del 2010 al gennaio del 2013, con l’acqua che «negli uffici arriva alle ginocchia – raccontava il titolare Giuseppe Mura –, manda in malora i mobili e distrugge i documenti»
Lo scontro (perché di quello si tratta) fra l’amministrazione comunale e i titolari della Nord Sardegna Discount, la società che gestisce il marchio Eurospin a Sassari, ha avuto un primo effetto: lo scorso 11 settembre, il giudice del tribunale civile ha emesso un’ordinanza con la quale intimava al Comune di Sassari di nominare un «provvedere con urgenza alla esecuzione degli interventi per eliminare la situazione di pericolo rappresentata dal rischio di nuove esondazioni del Rio Calamasciu seguendo le indicazioni illustrate dal consulente nella relazione tecnica». Relazione che era stata predisposta quando la Nord Sardegna Discount aveva avviato il procedimento giudiziario civile nei confronti del Comune, procedimento con il quale - tra l’altro - chiedeva il risarcimento dei danni causati dalle esondazioni del novembre del 2010, del luglio del 2011 e del gennaio dello scorso anno. Un’ordinanza chiara, che di fatto riconosceva la responsabilità civile dell’amministrazione municipale per quanto accaduto ai locali dell’Eurospin. E che potrebbe essere determinante quando il tribunale civile dovrà pronunciarsi sulla responsabilità civile delle esondazioni del Rio Calamasciu e, soprattutto, quantificare (in caso di condanna del Comune) il risarcimento a favore della Nord Sardegna Discount.
Anche per queste ragioni, il 19 settembre, la giunta comunale ha deciso di opporsi all’ordinanza del tribunale civile, e con voto unanime ha incaricato l’avvocatura civica si proporre un ricorso contro il parziale pronunciamento del giudice dello scorso 11 settembre.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
