La Nuova Sardegna

Sassari

Imprese, presto un piano di sviluppo

di Andrea Massidda
Imprese, presto un piano di sviluppo

Primo incontro tra l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras e i rappresentanti delle aziende del Nord Sardegna

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SASSARI. Un piano di sviluppo da presentare alla Regione con i progetti principali per rilanciare il tessuto economico del Nord Sardegna, sfiancato da una crisi che non accenna a concludersi. Una piattaforma di crescita elaborata dagli imprenditori (possibilmente con l’ausilio delle organizzazioni sindacali) e da realizzare al più presto, così da programmare per tempo la stagione 2014-2020. È quanto si è deciso di fare ieri pomeriggio dopo l’incontro tra l’assessore regionale all’Industria Maria Grazia Piras e una cinquantina di imprenditori del territorio che si sono dati appuntamento nella sede della Camera di Commercio su iniziativa dello stesso ente di via Roma e delle principali associazioni di categoria, in testa Confindustria e Api Sarda. Alla rappresentate dell’esecutivo guidato da Francesco Pigliaru è stato esposto, com’era prevedibile, un nutrito cahiers de doléances, ma non solo. Perché a dire il vero tutti i presenti non si sono limitati alle lamentele, ma nei pochi minuti a loro disposizione hanno anche suggerito all’assessore parecchi spunti di riflessione e idee forti capaci - almeno in teoria - di risollevare le sorti della parte settentrionale dell’isola. Nella riunione si parlato di quasi tutto: dagli esuberi di Meridiana (che però meritano un capitolo a parte) sino all’annunciata vendita da parte di E.On, passando per la questione dei consorzi industriali, per il problema dei costi dell’energia e dei trasporti, per il settore della nautica da valorizzare, per l’eccesso di burocrazia, per il ruolo che dovrà ricoprire la Sfirs e, a più riprese, del comparto agroalimentare. «È stato un momento di ascolto proficuo - ha detto al termine dell’incontro Maria Grazia Piras -, il tessuto imprenditoriale del territorio è vivace ma segnato dalla depressione economica. C'è bisogno di alcuni elementi di competitività ed è appunto compito della Regione disegnare le nuove linee d'indirizzo. Per questo è opportuno - ha aggiunto l’assessore - costruire un progetto di sviluppo territoriale». Parole in sintonia con quelle espresse sin dall’inizio dal presidente della Camera di Commercio di Sassari Gavino Sini. «È il momento per tutelare le aziende esistenti - ha detto - e puntare su chi fa impresa per fare in modo che continui a crederci senza abbandonare il campo . Il nostro sistema merita di essere difeso e rilanciato con politiche di sostegno per riuscire ad attraversare questo momento difficile. E soltanto con un’azione di sistema sarà possibile dimostrare che le imprese isolane meritano di stare sul mercato, non fosse altro per le grandi difficoltà che riescono a superare, pari soltanto alle qualità dei loro imprenditori».

A sollevare per primo la questione del settore agroalimentare è stato Pier Luigi Pinna, presidente di Confindustria Nord Sardegna, spiegando che asuo avviso nell’isola c’è spazio per una multinazionale di questo fondamentale comparto. «La Regione - ha detto Pinna - possiede un patrimonio immenso lasciato totalmente in stato di abbandono. Mi riferisco, ad esempio, alle zone di Surigheddu e Mamuntanas, luoghi nei quali con un progetto di filiera si potrebbe produrre olio, formaggi, vini e pasta».

Roberto Azara, presidente della sezione nautica di Confindustria, ha invece chiesto all’assessore se davvero il suo settore sta a cuore alla giunta regionale, spiegando assieme ad altri suoi colleghi quante opportunità potrebbe offrire in termini di profitti ed occupazionali. Italo Senes, numero uno dell’Api, si è soffermato sulle difficoltà che gli imprenditori edili hanno trovato dopo la famosa “Legge salvacoste” voluta dall’ex governatore Renato Soru e per via dei ritardi nell’approvazione del Piano urbanistico comunale di Sassari. Giuseppe Piras, patron dell’acqua Santa Lucia, ha posto l’accento sui disagi che crea nelle aziende isolane il costo dell’energia e la mancanza delle infrastrutture per il trasporto, anche interne. Marilena Paulotto, infine, ha sottolineato quanto siano anacronistici i requisiti richiesti alle aziende per poter accedere alle risorse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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