Deep Green: «Mai visti i soldi della Regione»
Da sette anni i titolari attendono 160mila euro per un corso di formazione per vivaisti
Sono passati quasi dieci mesi, che si aggiungono all’anno e mezzo trascorso dal primo appello apparso su queste pagine, ma nulla ancora si è mosso nelle torbide acque della vicenda dell’azienda vivaistica Deep Green di Buddusò, che da sette anni attende, invano, i compensi per un corso di formazione tenuto insieme e per conto dell’agenzia di formazione Sosor.
Si tratta di quasi 160 mila euro, che l’assessorato regionale al Lavoro avrebbe dovuto corrispondere all’azienda di Buddusò per un corso di formazione per vivaista serricoltore sostenuto da fondi regionali. Il corso, tra pochi alti e molti bassi, si è effettivamente svolto, ma sono passati anni e ancora la Deep Green non si è vista liquidare la sua quota dei fondi. Da qui un grave danno economico per l’azienda, ma anche - come sottolinea il titolare Antonio Bonu - «una lesione dell’immagine».
Costi che ancora non sono stati riassorbiti e per i quali nei giorni scorsi Bonu ha chiesto nuovamente lumi alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza, in riferimento all’esposto da lui presentato agli stessi interlocutori nel novembre 2010 e al quale ancora non è stata data risposta. «Provo un grande senso di vergogna e frustrazione - scrive Antonio Bonu - nel sollecitare, dopo averlo fatto fiduciosamente innumerevoli volte, un riscontro all’esposto da me presentato; a distanza di ben quattro anni - prosegue - non è dato sapere se l’indagine a suo tempo avviata si è conclusa e con quali decisioni oppure se quanto da me denunciato, dopo le verifiche fatte, è risultato non vero. Presumo che se malauguratamente si fosse verificata la seconda ipotesi il campanello della mia abitazione avrebbe squillato: devo dedurre che si vuole lasciare passare il tempo affinché tutto cada in prescrizione e nell’oblio». Antonio Bonu rivolge accuse gravi e dalle sue parole emergono esasperazione ma anche frustrazione, di fronte alle sorti della sua azienda «che per questo motivo è in grave sofferenza» e anche per la sensazione che «forse si vuole proteggere qualcuno che procura indisturbato benefici per sé e per altri vassalli». Parole dure, quelle di Bonu, che chiede giustizia. «Ogni giorno - afferma - ci propinano proclami inneggianti all’onestà: ma dove e come?». (b.m.)
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