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Sassari

Reperti, otto gli scavi clandestini nel 2013

Reperti, otto gli scavi clandestini nel 2013

Il mercato nero non conosce crisi: una navicella nuragica può arrivare a costare fino a 600mila euro

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SASSARI. Un mercato fiorente che non conosce crisi. Con il suo ricco patrimonio archeologico, l’isola è terra fertile per le organizzazioni criminali che riforniscono il mercato nero dei reperti archeologici.

«Le maggiori richieste di reperti - spiega il capitano Paolo Montorsi comandante del nucleo per la tutela del patrimonio culturale - seguono le rotte di paesi ricchi come Svizzera, Francia, Germania, Stati Uniti e Giappone». I “tombaroli” non sono che il primo anello di una lunga catena che ha ramificazioni all’estero. I rischi per chi fa uno scavo abusivo sono calcolati e i guadagni possono essere elevatissimi. «Una piccola navicella nuragica di buona fattura della dimensione di venti centimetri - spiega l’ufficiale dell’Arma - nel mercato nero può essere pagata anche 600mila euro». I dati sono emersi ieri mattina nel corso del seminario “Il traffico illegale dei beni culturali: l’esperienza del comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale”, organizzato nell’ambito del progetto europeo Archeomedsites nell’aula magna dell’università. «Sono stati otto - spiega il capitano Montorsi - i furti di reperti archeologici segnalati nel corso del 2013: lo stesso numero dell’anno precedente. Una dato sottostimato - aggiunge il comandante del Ctpc - perché potrebbero essere molti di più. Molti scavi abusivi vengono scoperti quando i tombaroli sono già andati via da parecchio tempo - spiega - perché vengono fatti in zone interne dell’isola, dove il controllo delle forze dell’ordine della popolazione è più complicato». Il nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Sassari può contare su una quindicina di uomini e ha competenza su tutta la regione. Meno di un anno fa gli uomini del capitano Montorsi erano riusciti a stringere le manette intorno ai polsi di dieci persone accusate di di aver messo su un’organizzazione criminale specializzata nel traffico di reperti archeologici. Nel corso dell’operazione denominata “Bonifacio” erano stati recuperati 150 oggetti preziosissimi, una sessantina di fossili e due metal detector. Il valore del materiale sequestrato poco prima di Natale dello scorso anno si aggira intorno al milione e mezzo di euro. (l.f.)

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