Agricoltura, sì del Consorzio alla sospensione dei ruoli
SASSARI. Primo ed importante passo avanti per la sospensione delle bollette pazze dell’acqua recapitate nei giorni scorsi agli agricoltori della Nurra. Ieri mattina, infatti, il consiglio di...
SASSARI. Primo ed importante passo avanti per la sospensione delle bollette pazze dell’acqua recapitate nei giorni scorsi agli agricoltori della Nurra. Ieri mattina, infatti, il consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica, presieduto da Gavino Zirattu, anche su sollecitazione delle associazioni categoria ha deliberato di sottoporre all’esame del consiglio dei delegati il congelamento dei ruoli relativi all’anno 201, iniziativa che consentirebbe ai contadini una lunga boccata d’ossigeno, visto che gli importi sono così elevati (complessivamente si parla di un aumento dell’800 per cento) da aver scatenato una rivolta di uan parte dei consorziati, decisi a non pagare le fattura e a portarle sul tavolo del prefetto.
Ora dunque la parola passa al consiglio dei delegati, che martedì dovrebbe verosimilmente dire sì all’istanza del cda, per poi mandare la pratica a Cagliari, negli uffici dell’assessorato regionale all’Agricoltura, il quale dovrà approvare in via definitiva la sospensione dei ruoli predisponendo inoltre - almeno questo è l’auspicio - un contributo finanziario capace di abbattere gli aumenti. «Del resto - fa notare il presidente Zirattu - è proprio la legge regionale del 2008 che ha tolto ai consorzi di bonifica la gestione delle dighe a prevedere che la Regione si faccia carico dei costi generati da questa mancanza di introiti». In altri termini, come sottolinea anche il presidente regionale e provinciale di Coldiretti Battista Cualbu, quando sei anni fa l’esecutivo guidato dall’ex governatore Renato Soru decise con le leggi 6 e 19 di affidare la gestione delle dighe all’Esaf, non solo i consorzi - che vendevano l’acqua anche a soggetti terzi come Abbanoa - hanno perso introiti cospicui (solo quello della Nurra ha dovuto rinunciare a un incasso di 1,5 milioni), ma ora paradossalmente si ritrovano ad acquistare l’acqua (costo: 300mila euro) per poi rivenderla agli agricoltori iscritti nei loro registri, nel caso del nord ovest della Sardegna 3.500.
«Vorrei che fosse chiaro - precisa Mario Nonne, vicepresidente del Consorzio - che il cda insieme a tutte le associazioni di categoria condivide totalmente la rabbia degli agricoltori per delle bollette assolutamente irricevibili, ma allo stesso modo non comprende certi metodi adottati per protestare». (andrea massidda)
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