La laurea honoris causa all’afghana Mareya Bashir
SASSARI. Il conferimento di una laurea ad honorem è il riconoscimento importante che l’Università riserva, di solito, alle persone speciali, quelle che grazie alla loro attività e al loro impegno...
SASSARI. Il conferimento di una laurea ad honorem è il riconoscimento importante che l’Università riserva, di solito, alle persone speciali, quelle che grazie alla loro attività e al loro impegno hanno segnato una svolta. Lei, Mareya Bashir, di svolte ne ha segnate diverse e lo ha fatto in un contesto particolarmente critico caratterizzato dalla guerra e dalla povertà.
Primo magistrato donna in Afghanistan, procuratore generale della provincia di Herat, classe 1970, di etnia tagika, Bashir ha portato avanti una intensa attività sociale mirata alla promozione della causa femminile tanto da consentirle di ricevere, nel 2011, dal dipartimento di stato americano, l’ambito premio “The international women of courage Award”. Sono solo alcune delle motivazioni che hanno portato il dipartimento di Architettura dell’ateneo sassarese a proporre al ministero dell’Istruzione e della Ricerca il conferimento della laurea honoris causa alla giovane magistrata afghana.
La cerimonia sarà celebrata domani, alle 11, nell’aula magna della segreteria centrale, alla presenza delle autorità universitarie e di una rappresentanza delle scuole cittadine. L’iniziativa è stata illustrata ieri, nella sala Milella, dal rettore Attilio Mastino, affiancato da Paola Pittaluga, presidente del corso di laurea in Pianificazione, politiche per la città, l’ambiente e il paesaggio.
Iniziativa maturata nell’ambito degli ottimi rapporti instaurati, negli anni, tra Sassari e Herat grazie alla presenza dei militari della Brigata Sassari che a più riprese (il rientro dall’ultima missione è dei giorni scorsi) hanno fatto parte delle operazioni Nato per la salvaguardia della democrazia di quel paese martoriato dalla guerra. «Le motivazioni della laurea ad honorem a Mareya Bashir _ ha spiegato la professoressa Pittaluga _ sono legate soprattutto alla sua militanza politica grazie alla quale ha saputo gettare le basi per la ricostruzione morale e culturale di un paese lacerato dalla guerra». Ulteriore riprova dell’amicizia maturata in questi anni tra Sassari e Herat è la destinazione di tre borse studio ad altrettanti dottorandi afghani «che presto entreranno a far parte _ ha detto Mastino _ della futura classe dirigente afghana». Il rettore, durante l’incontro con la stampa, ha anche annunciato l’istituzione, per il prossimo anno accademico, di ulteriori borse di studio da destinare a laureati afghani che saranno ospitati a Sassari.
L’apertura della cerimonia è per domani alle 11, con gli interventi di Mastino, Cecchini e Pittaluga. A seguire, la laudatio curata da Sergio Vacca (Dipartimento di Architettura) e, infine, la lectio doctoralis della procuratrice afghana: “Donne al voto per le elezioni presidenziali: una nuova conquista della donna in Afghanistan, sfide e prospettive future”. Alla colonna sonora penserà il coro dell’università di Sassari diretto dal maestro Laura Lambroni, la cerimonia potrà essere seguita in streaming sul sito www.uniss.it
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