La Nuova Sardegna

Sassari

Abusi sessuali, in aula la madre della vittima

Patrigno accusato di violenza su un bambino down. La mamma: davanti a me mai successo nulla

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Le accuse sono pesantissime: abusi sessuali nei confronti di un bambino con sindrome di Down (figlio della sua convivente) e maltrattamenti. «Avendo spento sigarette sulla sua pelle, avendolo più volte minacciato e percosso...»: così scriveva l’allora pubblico ministero Gianni Caria (poi il fascicolo è passato alla collega Elisa Loris) nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di un 53enne sassarese. Ieri in aula sono stati sentiti alcuni testi dell’accusa, tra cui la suora che all’epoca lavorava nella casa d’accoglienza di viale Dante, una psicologa e la mamma della presunta vittima di abusi. Il ragazzino aveva confidato il suo dramma in lacrime all’assistente sociale che lo seguiva e che in una delle ultime udienze davanti al collegio presieduto da Salvatore Marinaro, aveva riferito i racconti ricevuti dalla vittima e in particolare le “attenzioni” sessuali che il patrigno gli avrebbe rivolto.

Sul banco degli imputati – assistito dall’avvocato Nicola Lucchi – c’è un disoccupato del Sassarese (le sue generalità non vengono pubblicate per tutelare la privacy del minore). I fatti risalirebbero al periodo in cui l’uomo viveva con la madre del ragazzino, fino alla fine del 2008. L’imputato avrebbe più volte abusato del minore, «approfittando – scriveva sempre il pubblico ministero – del suo stato di inferiorità psichica e della posizione di convivente».

Della vicenda la magistratura era stata investita dopo che la coppia si era separata. La donna non si sarebbe accorta di nulla, perché il figlio non avrebbe mai rivelato quanto accadeva. Ma poi era stato seguito dagli assistenti sociali e trasferito in una comunità protetta. Allora sono cominciate ad affiorare le tracce di presunti abusi. Il ragazzo aveva comportamenti strani e dimostrava di avere familiarità con la sfera sessuale. «Mimava atti sessuali – ha confermato in aula la suora che accolse lui, la mamma e gli altri due figli – Un giorno mi fece anche vedere una cicatrice sotto l’ascella e mi disse che il patrigno gli aveva spento la sigaretta sulla pelle». Il ragazzo aveva confermato nel corso di un incidente probatorio di aver subito le violenze. Non le ha invece confermate la mamma che in aula ha detto al giudice che quell’uomo era sì violento, che l’aveva picchiata ma che mai lo aveva visto usare violenza o abusare del ragazzino down e degli suoi fratelli.

Il processo è stato aggiornato al 3 dicembre per sentire altri testi del pm. (na.co.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Primati

Non solo Villa Certosa, la Sardegna è l’isola dei record immobiliari: ecco l’altra vendita multimilionaria in Costa Smeralda

Le nostre iniziative