Castelsardo, gasolio sulla spiaggia della Marina
Gli accertamenti dell’Arpas hanno confermato la presenza del carburante. Per adesso non è stato possibile individuare la fonte dell’inquinamento
CASTELSARDO. Non cessa ancora l’emergenza ambientale e prosegue, anche ad autunno inoltrato, l’inquinamento da idrocarburi alla spiaggia della Marina. In attesa della conclusione delle indagini che accertino la provenienza della perdita, le ultime analisi dell’Arpas hanno infatti certificato il «perdurare dell’inquinamento o addirittura un peggioramento del fenomeno».
Le panne assorbenti posizionate dall’amministrazione comunale risultano inoltre ormai inefficienti perché distrutte dalle onde del mare che le trascina sugli scogli ormai da tre mesi.
Il primo divieto, temporaneo risale infatti al 10 giugno scorso, il giorno dopo il primo avvistamento della chiazza oleosa vicino alla scalinata che dal lungomare porta alla spiaggia.
Le indagini nel litorale castellanese riguardavano in realtà il campionamento della “osteopsis ovata”, un’alga presente nel Mediterraneo che, secondo gli specialisti, era soggetta a manifestazioni piuttosto insolite.
Tuttavia l’attenzione dei tecnici dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna (Arpas) venne attirata da una macchia iridescente vicino alla scogliera. I primi controlli appurarono l’eccessiva presenza di idrocarburi. Le controanalisi successive confermarono la presenza in acqua e sulla scogliera, di idrocarburi classificati come “C12”, ovvero, gasolio.
Balneazione vietata per tutta la stagione anche se, nonostante i segnali di divieto, molti bagnanti, sia turisti che residenti, hanno continuato ad immergersi nelle acque della Marina, in apparenza sempre limpide.
Nel momento di alta stagione alla presenza di idrocarburi si sono unite anche le, purtroppo consuete, perdite dalle condotte fognarie dovute all’inadeguatezza della rete che serve i quartieri circostanti la spiaggia.
Ora, a stagione conclusa, decisamente in maniera negativa per tutti, l’Arpas ha ripetuto le analisi ed i risultati non sono affatto confortanti.
«La presenza del film iridescente e l’evidenza olfattiva riconducibili alla presenza di idrocarburi appaiono più marcati, ciò denota il perdurare o addirittura il peggioramento del fenomeno – si legge nel rapporto dell’Arpas inoltrato al comune lo scorso 22 settembre – . Si fa presente inoltre che al momento non sono attivi sistemi atti a contenere la contaminazione in quanto le panne assorbenti posizionate dal comune sono ormai ridotte a brandelli, peraltro adagiati sugli scogli».
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