Il consulente lunedì di nuovo in udienza
Rinviate le discussioni del pm Scalas e delle parti civili. I giudici vogliono chiarimenti sulla dinamica
SASSARI. Nei mesi di detenzione nel carcere di Bancali, la Orrù non ha mai smesso di proclamarsi innocente. I suoi difensori hanno sempre sostenuto con forza la tesi dell’incidente, supportata dalla considerazione che fosse risaputo a molti che la donna amasse il marito e che mai avrebbe potuto fargli del male volontariamente.
Di diverso avviso gli avvocati di parte civile Giorgio Murino (che assiste il padre e la sorella della vittima) e il collega Bastianino Ventura (legale dei figli della coppia) che a alla tesi dell’incidente non hanno mai creduto.
Nel processo in abbreviato ci sono state consulenze e perizie. Prima quella del medico legale Francesco Serra – nominato dal pm Carlo Scalas – secondo cui il coltello impugnato da Marina Gavina Orrù aveva penetrato in profondità il torace di Mario Loi per dieci centimetri provocando «uno choc emorragico acuto». Difficile, in sostanza, attribuire quella ferita a un gesto involontario.
Al contrario, Francesco Paribello, consulente della difesa, disse che tra la donna e la vittima non ci fu un “confronto” frontale. Era in sostanza verosimile che la Orrù fosse piegata in avanti – mentre teneva il coltello tra le mani – nel tentativo di raccogliere da terra il telefono del marito e che quest’ultimo si fosse piegato a sua volta su di lei per impedirle di prendere il cellulare. Durante quella fase concitata, il coltello avrebbe colpito Mario Loi. E, a detta del consulente, la traiettoria della ferita sarebbe compatibile con questa ricostruzione. Esattamente quello che l’imputata ha raccontato ieri ai giudici.
La corte aveva poi nominato un suo perito: il medico legale Vindice Mingioni. In una delle ultime udienze, Mingioni aveva spiegato che l’ipotesi più probabile è che la Orrù si trovasse di fronte al marito ma ha anche aggiunto che la tipologia della ferita è compatibile con la ricostruzione dei fatti raccontata dalla donna. Il perito ha inoltre escluso che la seconda ferita rilevata sul corpo della vittima potesse essere una coltellata. E questo avvalorerebbe la tesi difensiva secondo cui non ci fu alcuna furia omicida ma una sola coltellata compatibile con la tesi dell’incidente. Lunedì dovrà nuovamente pronunciarsi alla luce delle dichiarazioni rese in aula dalla Orrù. (na.co.)
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