La Nuova Sardegna

Sassari

Commossi tra la folla alcuni discendenti del frate sassarese

Commossi tra la folla alcuni discendenti del frate sassarese

In piazza figli e nipoti di Gavina Zirano scomparsa a 90 anni «Nostra madre aveva sognato tutta la vita questa giornata»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Nei loro volti si legge commozione e contentezza per essere lì a testimoniare che un uomo della loro famiglia è diventato Beato. I discendenti di padre Francesco Zirano ieri mattina erano in piazzale Segni, confusi tra il pubblico, ma con una vastissima rappresentanza di famiglia. Sono i figli, i nipoti e pronipoti di Gavina Zirano, una donna deceduta qualche anno fa all’età di 90 anni e che era nata nel 1915.

Ma ieri la sua immagine era tra le mani dei figli, Luigi e Pierpaolo Nieddu.

«Ecco, questa era nostra madre - dicono, mostrando la fotografia di Gavina Zirano -. Ha sognato questo momento e oggi vogliamo che anche lei sia idealmente presente. Pensava a questo evento perché sapeva che prima o poi sarebbe stata dimostrata la santità di padre Zirano. Nostra madre trent’anni fa aveva anche partecipato alla discussione per il processo di beatificazione che veniva riaperto. E quindi, la riapertura della causa l’aveva ancora più convinta che il suo desiderio si sarebbe avverato. Era anziana e purtroppo non è riuscita a vivere quanto sarebbe stato necessario per partecipare alla giornata di oggi. Siamo sicuri, però, che da lassù ha visto e sentito la notizia tanto attesa».

Gavina Zirano, raccontano i due figli, era contenta, orgogliosa di essere la discendente di un uomo santo. «Ci ha sempre raccontato del suo avo frate - dicono ancora Luigi e Pierpaolo Nieddu -. Ci parlava dell’atroce morte che il frate aveva subìto. Ne era rimasta particolarmente colpita, per la crudeltà a cui era stato sottoposto. Fa impressione solo immaginare che un uomo possa essere scorticato vivo, per non aver abbandonato la fede cristiana e diventare musulmano». Per quattro volte gli fu chiesto di salvarsi rinnegando Cristo, ma padre Zirano accettò la sua atroce sorte. «Sono cristiano e religioso del mio padre san Francesco, e come tale voglio morire; e supplico Dio che vi illumini così che abbiate a conoscerlo». È quanto si legge nel decreto sul martirio che ieri è stato letto durante la cerimonia in piazza. La proclamazione di fedeltà a Cristo fino alla morte, è l’epilogo di una vita all’insegna di una fede coerente, di una speranza incrollabile e di una carità generosa e fraterna.

Il supplizio si consumò il 25 gennaio 1603 davanti a una folla che vide un uomo denudato e in catene, crocifisso su due assi di legno e poi scorticato dalla testa ai piedi. E nel momento in cui gli strappavano l’ultimo brandello di pelle morì pronunciando a fatica le parole di Gesù in croce: “Nelle tue mani, Padre...”. (v.manca)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative