Chiuso davanti al gip incidente probatorio sul caso Alzheimer

SASSARI. Si è chiuso ieri l’incidente probatorio nell’inchiesta sulla Psiconeuroanalisi che vede ventuno persone – tra medici, familiari di pazienti, politici – indagate per associazione a delinquere...

SASSARI. Si è chiuso ieri l’incidente probatorio nell’inchiesta sulla Psiconeuroanalisi che vede ventuno persone – tra medici, familiari di pazienti, politici – indagate per associazione a delinquere e truffa. Ora, tecnicamente, gli atti tornano al pubblico ministero Gianni Caria che farà le sue valutazioni.

Davanti al gip Carla Altieri il perito Giacomo Koch ha illustrato la relazione che gli era stata commissionata per rispondere ad alcuni quesiti relativi alla famosa vicenda Alzheimer. Giuseppe Dore, neurologo di Ittiri, aveva messo a punto una miracolosa terapia che a detta del medico avrebbe eliminato le demenze senza l’utilizzo di farmaci, semplicemente con esercizi linguistici e vitamine. Una truffa, secondo il sostituto procuratore Caria.

La vicenda è molto complessa e per questo prima dell’estate il gip aveva deciso di affidare l’incarico a un perito. I quesiti sottoposti all’esperto: quali fossero le condizioni psicofisiche dei vari pazienti seguiti da Dore, in particolare se fossero affetti da patologie riconosciute, quali fossero le loro attuali condizioni, se la sospensione delle cure tradizionali ovvero la sottoposizione al trattamento praticato da Dore avesse peggiorato o migliorato il loro stato, quali siano gli attuali protocolli medici riconosciuti in riferimento alle patologie riscontrate in quei pazienti e comunque in materia di Alzheimer, se la Psiconeuroanalisi avesse riscontri nella letteratura scientifica. E a proposito di quest’ultimo quesito, il perito ha sostanzialmente spiegato che esiste «una scarsa letteratura a sostegno della Psiconeuroanalisi». Affermazione contestata da Gabriele Satta, uno dei legali della difesa, che ha prodotto in aula un articolo di una rivista russa che invece accrediterebbe la Psiconeuroanalisi. La difesa si è anche soffermata su alcuni “dati documentali”: un video che mostrerebbe una delle pazienti ballare durante una festa a un mese esatto dalla sospensione delle cure tradizionali disposta da Dore. «Dunque non è vero che peggiorò – ha puntualizzato la difesa – come invece raccontò a Koch la figlia della stessa paziente». Il perito ha anche evidenziato che le valutazioni cliniche della sua relazione sono state eseguite a distanza di due anni dagli eventi giudiziari. E, oggi, le condizioni dei cinque pazienti esaminati sono peggiorate ma questo perché sia la demenza di Alzheimer che quella Frontotemporale hanno un andamento che aggrava progressivamente le condizioni dei pazienti. (na.co.)

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