“Santu Ainu” e il dies natalis: le celebrazioni e la novena
PORTO TORRES. La festa di San Gavino, nel mese a lui dedicato nel calendario sardo, Santu Aine, assume quest'anno una valenza particolare. «Il 25 ottobre è il dies natalis di San Gavino, la data del...
PORTO TORRES. La festa di San Gavino, nel mese a lui dedicato nel calendario sardo, Santu Aine, assume quest'anno una valenza particolare. «Il 25 ottobre è il dies natalis di San Gavino, la data del suo martirio; il 27 è il giorno del martirio di Proto e Gianuario - ricorda don Mario Tanca, parroco della basilica di San Gavino -. Il loro ricordo ha un valore speciale per i portotorresi che riscoprono in questi giorni la loro identità, si raccolgono nella fede. Le celebrazioni divengono un motivo di aggregazione sociale, di riscoperta della storia».
Gavino, Proto e Gianuario sono i patroni della diocesi turritana, la basilica era la chiesa della diocesi, prima cattedrale fino al 1441. Per questo motivo "La novena e la festa dei Santi Martiri turritani - La famiglia diocesana e parrocchiale in cammino sulle orme dei martiri", inizierà oggi con la santa messa in basilica alle 18. A celebrarla sarà don Tanca, mentre nei giorni a seguire celebreranno i sacerdoti e i canonici ordinati nel nuovo anno.
La novena si concluderà sabato 25, una giornata speciale che prevede alle 8 del mattino la messa in basilica, alle 9 la funzione a Balai Lontano con benedizione dei cavalli e delle imbarcazioni, per chiudersi alle 18 con la solenne concelebrazione presieduta dall'arcivescoco padre Paolo Atzei, dal vescovo di Alghero - era diocesi suffraganea - Mauro Maria Morfino e dal vescovo emerito di Nuoro Pietro Meloni, che celebrerà anche la funzione eucaristica di sabato 18.
Quest'anno ricorrono i 400 anni degli scavi in cripta voluti dall'arcivescovo turritano don Gavino Manca de Cedrelles, inziati il 10 giugno 1614 e protrattisi per alcuni anni, seppur con interruzioni. La loro importanza è notevolissima: riportarono alla luce preziosi reperti; furono effettuati con un metodo quasi scientifico e riportati quotidianamente in un diario di scavo, portarono successivamente all'interpretazione dei reperti in chiave religiosa. Ecco perchè è prevista una "quattrogiorni" con convegni tematici e celebrazioni finali, eventi che verranno presentati venerdì a Sassari.
Emanuele Fancellu
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