Bando Ersu, si complica la vicenda
L’assessorato regionale all’Istruzione: fondi a rischio se non si spendono. La dirigente chiede un atto di indirizzo al Cda
SASSARI. Si complica la vicenda del campus universitario dell’Ersu. A rimescolare le carte è stata la lettera inviata dalla direzione dell’assessorato regionale all’Istruzione all’Ente per il diritto allo studio in cui, delibera del Cipe alla mano, si fa presente che se entro il 31 dicembre prossimo non verrà perfezionata l’obbligazione giuridica vincolante (cioè il contratto per l’acquisizione dell’area in cui costruire la casa degli studenti universitari) il progetto non sarà più finanziato e il finanziamento regionale (20 milioni più altri 20 di fondi europei) potrà essere riassegnato, ma con penalizzazioni consistenti soltanto se entro la fine del 2015 si sarà messa in moto la macchina per avviare i lavori. Nella concitata riunione del consiglio d’amministrazione che si è tenuta l’altro ieri, la missiva arrivata da Cagliari è pesata come un macigno perché l’Ersu si è ritrovato davanti a un bivio: da una parte c’è il rischio, ormai davvero reale, che il prossimo anno si perderanno i soldi, dall’altra c’è la contrarietà più volte dichiarata da parte del sindaco Nicola Sanna (che vuole gli universitari nella caserma La Marmora) a dare l’approvazione a progetti che prevedano una variante al piano urbanistico. E a quanto se ne sa, per tutte le aree proposte dai privati, qualcuna di più, altre di meno, servirebbe una variazione dello strumento urbanistico.
Inoltre dalla direzione dell’assessorato guidato da Claudia Firino è anche arrivato l’avvertimento che con la riduzione dei finanziamenti a causa delle penalizzazioni previste per il loro mancato utilizzo entro i termini, si rischierebbe di non avere a disposizione una somma sufficiente a pagare l’acquisto dell’area. Tenuto conto che con quei soldi il campus lo si deve anche costruire. Un terreno scivoloso, insomma, quello in cui si ritroverebbe l’Ersu, perchè se firmasse un contratto e non fosse poi nelle condizioni di onorarlo, si potrebbero aprire contenziosi. Una vera patata bollente per il presidente Gianni Poggiu e il consiglio d’amministrazione dell’Ersu, tanto che la direttrice Maria Assunta Serra ha chiesto con una nota al cda un atto di indirizzo affinchè venga messo nero su bianco in quale direzione si dovrà procedere. Insistere nell’iter? Ma si tratterebbe di una partita al buio, perché il sindaco è fermo sulle sue posizioni. Non proseguire? Ma si perderanno i fondi. Insomma, l’unico modo è avviare il dialogo con il Comune, che con la giunta Sanna non è mai cominciato, perché, come è stato rilevato durante la riunione, soltanto sedendosi attorno a un tavolo si potrà uscire dall’impasse. Alla fine, considerato che i consiglieri del cda presenti e anche il rappresentante degli studenti hanno espresso perplessità si è deciso un momento di riflessione e un aggiornamento della seduta. Ma la tensione è stata alta per tutta la riunione.
Intanto giovedì scorso, ben al di là dei tempi previsti, la commissione appositamente nominata dall’Ersu ha valutato le offerte tecniche presentate dai proprietari di aree che erano già passate a un primo vaglio, assegnando a ciascuna un punteggio. Punteggio che, combinato con quello dell’offerta economica, quando le buste relative a quest’ultima saranno aperte in seduta pubblica, consentirà di decretare il vincitore della gara. E mentre il tempo stringe, non si comprende come tutta la vicenda si concluderà.
Ma quei 40 milioni, per le ricadute economiche che potrebbero avere, la città li aspetta. E se andranno persi, sia l’Ersu che il Comune dovranno spiegare il perché. (p.f.)
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