Il Pcl: «Crisi come una guerra mondiale»
OZIERI. Anche il Partito comunista dei lavoratori sarà in prima linea martedì prossimo per protestare contro lo sfratto dell’azienda Mesina: un impegno che il partito ha preso già da tempo con la...
OZIERI. Anche il Partito comunista dei lavoratori sarà in prima linea martedì prossimo per protestare contro lo sfratto dell’azienda Mesina: un impegno che il partito ha preso già da tempo con la partecipazione al blocco pacifico dell’azienda Camboni di Ardara e che ora prosegue a Ozieri sulla stessa linea. In una nota i dirigenti delle sezioni provinciali del Pcl di Sassari e Olbia Gianmarco Satta, Sisinnio Bitti, Riccardo Camboni e Gian Franco Camboni espongono nel dettaglio le motivazioni della protesta e salutano con favore l’adesione di tanti movimenti più o meno spontanei e soprattutto quella della Confederazione italiana agricoltori: prima associazione di categoria a prendere una decisa posizione contro i pignoramenti. Nella nota i responsabili del Pcl invitano alla partecipazione i movimenti, i partiti e tutti i cittadini, uniti per lo stesso obiettivo: il blocco contro gli sfratti, che costituisce per il Pcl «una forma di lotta storica delle masse», nata negli anni ’20 tra i mezzadri contro i grandi proprietari agrari che rompevano i contratti e proseguita negli Usa dopo la crisi del ‘29. «Ciò che stiamo vivendo - si legge nella nota - non è la solita crisi congiunturale da cui poi ci si riprende, come ripete la maggioranza degli economisti, interessati a nascondere la verità. E’ una crisi che i grandi banchieri e i magnati dell’industria vogliono risolvere con un impoverimento della società senza precedenti e con una nuova guerra mondiale per spartirsi il mondo. La Sardegna è sottoposta ad una nuova rapina coloniale che devasta il settore agro-zootecnico, quello industriale e quello dei servizi: pastori, operai, lavoratori dei servizi possono difendersi solo contrattaccando». (b.m.)
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