Sorso, nel Pd più iscritti ma meno elettori
Il paradosso dem: nonostante siano cresciuti i tesserati domenica i voti sono calati del 50 per cento
SORSO. Crescono i tesserati ma evapora la partecipazione. È il paradosso che aleggia nel circolo del Partito democratico di Sorso, dove le primarie di domenica hanno segnato il dimezzamento dei votanti rispetto all’ultima consultazione. A pochi giorni dal congresso cittadino che ha incoronato Paolo Delrio segretario, i numeri consacrano la vittoria a Ignazio Angioni con 109 voti, seguito da Renato Soru (87) e Thomas Castangia (33). Il risultato pone virtualmente in minoranza la corrente che detiene la maggioranza delle tessere, quella legata all’ex sindaco diessino Antonio Spano. Sorride, invece, l’area di Mino Roggio - ex sindaco di Forza Italia oggi legato all’esponente del partito sassarese Gavino Manca – che riesce a collocare Maria Rosaria Roggio (sorella di Michele, consigliere comunale in carica) all’interno dell’assemblea regionale del partito. Partecipazione in calo. La consultazione di Sorso segna il dimezzamento della partecipazione rispetto a quella svolta nei mesi scorsi per la scelta del candidato presidente della Regione di centro sinistra. In quell’occasione a Sorso votarono 426 persone, mentre oggi soltanto 235. Ma la vera novità dei risultati odierni è che di fatto capovolgono gli equilibri scaturiti dal congresso cittadino, quando poco meno di una trentina di tesserati avevano acclamato Paolo Delrio segretario. E pare che a seggio chiuso sia stato proprio Delrio il primo ad essere messo sotto accusa dal capo corrente Spano con una telefonata di fuoco. Numeri. Questo perché l’area Roggio ha raccolto 109 preferenze per Angioni, alterando gli equilibri sanciti con il patto di ferro con Spano, che a questo giro appoggiava Renato Soru. Il grande risultato di Soru a Sorso in occasione delle elezioni europee (1153), se messo a confronto con quello delle primarie odierne (87), dà la misura della crisi di fiducia dell’elettorato rispetto a una classe dirigente del partito locale che nel momento della chiamata al voto raccoglie poche manciate di voti. C’è poi da considerare la new entry dell’area civatiana, dove il consigliere comunale Michele Cossu - candidato nelle fila della lista a sostegno di Thomas Castangia – ha convogliato 33 voti. Subcorrenti. Fra gli addetti ai lavori si mormora che la chiave di lettura del ribaltamento del risultato congressuale sia da ricercare all’interno della stessa area Roggio, dove un gruppo di giovani renziani iniziano a sgomitare - è proprio il caso di dirlo - a destra e “a Manca”. In sostanza potrebbe diventare una corrente dentro alla corrente di Gavino Manca che, a occhio e croce, durante le primarie di domenica ha contribuito per una buona metà dei 109 voti ottenuti da Angioni.
Salvatore Santoni
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