La Nuova Sardegna

Sassari

Pattada: «Il fuoco nella pineta è doloso»

di Barbara Mastino

Il sindaco Mario Deiosso: «Ci provano da tempo e scelgono le giornate, per fortuna è andata bene»

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PATTADA. E’ stato un duro colpo al cuore della comunità lo spaventoso incendio che martedì dalle 18 ha interessato alcune campagne e soprattutto la parte alta della pineta di Pattada. Un duro colpo sulle cui cause il sindaco Mario Deiosso non ha dubbi: la matrice è senza dubbio dolosa. La certezza del primo cittadino – un fatto che ancora non ha trovato un riscontro oggettivo dai rilievi – è data in primo luogo dal fatto che, come racconta il sindaco, «non è la prima volta che qualcuno prova ad appiccare le fiamme in quel preciso punto (all’ingresso del paese e poco prima della colonia montana, a circa un chilometro dalla pineta, ) ma martedì sera c’erano tutte le condizioni perché lo “scherzo” andasse a buon fine: l’orario, ovvero al buio e subito dopo il termine del turno del servizio antincendio; il forte vento, che ha alimentato e fatto correre le fiamme velocemente; la presenza di altri roghi in zona, che avrebbe potuto tardare l’arrivo dei soccorsi. Ma così non è stato, per fortuna, e nel giro di qualche ora l’incendio è stato domato». Ad andare in fumo, oltre a un paio di ettari di campagna, è stato circa un ettaro della parte nuova della pineta. In un primo momento si era pensato di evacuare l’omonimo hotel, poi fortunatamente si è capito che non ce ne sarebbe stato bisogno: le fiamme sono state controllate e circoscritte, e il rogo è stato spento in un paio d’ore. Per tutta la notte, poi, dopo la bonifica. «Spegnere le fiamme – dice Deiosso – è stato reso più agevole dal fatto che il boschetto era stato pulito da poco, e quindi non c’erano sterpaglie, ma in primo luogo grazie all’intervento di tantissime persone: vigili del fuoco, corpo forestale, ente foreste, barracelli, carabinieri e soprattutto una miriade di volontari venuti in soccorso della pineta, luogo che ha un posto di primo piano nel cuore dei pattadesi. A tutte queste persone ora voglio dire grazie, e voglio che siano presi come esempio della volontà di un intero paese di opporsi con forza ai gesti scellerati di pochi e isolati vandali che invece poco si curano di salvaguardare i tesori del proprio paese».

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