Omicidio dell'orologiaio, riaperte le indagini
Il gip ha accolto la richiesta della famiglia e ha disposto una proroga di sei mesi. Il pubblico ministero aveva chiesto l'archiviazione del caso
SASSARI. Non è chiusa l'inchiesta sull'omicidio di Piergianni Clemente, l'orologiaio sassarese ucciso nella sua abitazione il 29 settembre del 2012. Il pubblico ministero aveva chiesto l'archiviazione del caso ma il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della famiglia della vittima, che sie era opposta alla opposizione, e ha concesso una proroga di sei mesi. Il tempo sarà utilizzato per approfonidre alcuni elementie per percorrere alcune piste investigative che a detta della famiglia della vittima sarebbero stati trascurati durante la prima tranche delle indagini.
Gli avvocati Anna Ganadu e Franca Lendaro definiscono «incompleta» l'inchiesta sul delitto che scosse la città. Piergianni Clemente, che aveva trasformato la sua abitazione in un laboratorio molto frequentato, quasi certamente aprì a colpo sicuro il portone di casa. La polizia lo trovò nel corridoio tra la camera da letto e il soggiorno in un lago di sangue e con una coperta che gli copriva parte del volto.
Era stato colpito in testa con un oggetto appuntito e poi il suo assassino lo aveva lasciato morire sul pavimento. «Così tanta ferocia - dicono oggi gli avvocati Lendaro e Ganadu - non può restare impunita. Il caso è certamente molto complesso ma noi siamo sicure che ci siano ancora margini da esplorare. Ecco perché nell'udienza di oggi (ieri per chi legge ndc) abbiamo prospettato alcune ipotesi investigative che a nostro giudizio potrebbero rivelarsi molto interessanti».
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