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Cash-mob per salvare L’Altrabottega

Gabriella Grimaldi
L'Altrabottega da quindici anni attiva per proporre prodotti con un commercio equo e solidale
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L'Altrabottega da quindici anni attiva per proporre prodotti con un commercio equo e solidale

Dopo 15 anni il punto vendita del commercio equo e solidale di via Turritana rischia la chiusura

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SASSARI. Un’altra realtà importante, e ancora una volta in centro storico, rischia di scomparire. Si tratta di L’Altrabottega, il punto vendita dell’associazione culturale Equomondo per il commercio di prodotti provenienti da Paesi in via di sviluppo. Sabato è in programma un cash-mob nella bottega di via Turritana e chi vorrà potrà contribuire per fare in modo che questa attività solidale resista all’ondata della crisi.

Nata 15 anni fa, prima nel Nord Sardegna, la bottega vende prodotti realizzati in altri continenti e in Paesi dove maggiore è il rischio dello sfruttamento di lavoratori e produttori. Attraverso il contatto diretto con i contadini e gli artigiani di quei luoghi lontani una rete di distribuzione recapita nei punti vendita sparsi in tutta Italia alimentari e oggetti realizzati prevalentemente in Asia, Africa e Sudamerica. Di solito le produzioni sono all’interno di progetti che le finanziano garantendo un prezzo equo ai produttori e ponendo però precise regole alle quali questi ultimi si devono attenere. Regole contro lo sfruttamento dei lavoratori e contro l’utilizzo di pesticidi e altre sostante chimiche in agricoltura. Tra i prodotti che L’Altrabottega offre da sempre il cioccolato, il caffè, il the, il riso, i legumi e vari prodotti artigianali. Un sistema che serve a contribuire alla crescita di queste attività locali senza ricorrere alla beneficenza e a contrastare lo strapotere del mercato globale.

«Le cose sono cambiate nel tempo - spiega la presidente dell’associazione Equomondo Adriana Medda –. Nei primi anni abbiamo avuto un impatto molto positivo con il tessuto sociale e abbiamo realizzato tante iniziative di sensibilizzazione ai temi del commercio equo e solidale. Così tante persone si sono avvicinate ai nostri prodotti, riuscivamo a pagare le spese dell’attività e i fornitori. Poi, inesorabilmente, gli acquisti sono calati, forse c’è la sensazione che i nostri prodotti siano cari ma se si fa il confronto con prodotti che abbiano le stesse caratteristiche di qualità in vendita nella grande distribuzione la differenza è minima. Se L’Altrabottega dovesse chiudere ciò non significherebbe soltanto l’ulteriore impoverimento di contadini e artigiani così lontani ma anche l’impoverimento della nostra città, che nel corso degli ultimi quindici anni ha potuto conoscere iniziative culturali e ha potuto agire in modo concreto attraverso i propri acquisti etici sul piano economico e sociale secondo un rapporto di equità e solidarietà».

Ma i soci di Equomondo lanciano anche un appello a chi fosse motivato di offrirsi come già fanno i volontari dell’associazione, per coprire qualche turno in bottega in modo che una realtà così interessante non venga meno. Per questi motivi sabato chi vorrà potrà acquistare un pezzo di cioccolato colombiano oppure riso selvaggio proveniente dalla Thailandia.

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