Futuro incerto per il Serradimigni
Il vecchio impianto è stato tirato a lucido ma è antieconomico e non è eterno
SASSARI. Oltre trent’anni di onorato servizio, un bel po’ di rughe coperte con i pesanti interventi di lifting degli ultimi anni ma anche problemi strutturali dovuti all’età e caratteristiche sorpassate che valgono quasi come una condanna a morte: il palazzetto dello sport “Roberta Serradimigni”, di proprietà del Comune, oggi è soprattutto antieconomico. Nel senso che le attività collaterali dalle quali è possibile produrre reddito sono ridotte all’osso: un solo bar, un paio di palestre e nient’altro. Costruito tra il 1980 e l’81 con due soli settori, ampliato prima nel 1989 e poi nel 1992, ha fatto da testimone ai trionfi e alla crescita della Dinamo ma ha conosciuto per anni l’onta delle bacinelle nei corridoi per raccogliere la pioggia che si infiltrava dal tetto. Oggi, di riffa e di raffa, l’impianto (affidato in gestione alla Polisportiva Athlon) può ospitare 5000 persone ed è stato di recente tirato a lucido. Ma sulla struttura (fatta di cemento e acciaio, su cui pesano gli anni e la ruggine), neppure il comune può ragionevolmente fare progetti a lunga scadenza. (a.si.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
